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venerdì 23 settembre 2016
domenica 18 settembre 2016
15 anni dopo: sulla fisica dei crolli dei grattacieli
dalle pagine
http://www.europhysicsnews.org/articles/epn/abs/2016/04/epn2016474p21/epn2016474p21.html
http://www.ae911truth.org/
La rivista scientifica Europhysics News, della comunità europea dei fisici, ha pubblicato un articolo riassuntivo di AE911Truth.org [Archietetti e Ingegneri per la Verità sull'11 Settembre] sull'insostenibilità della versione ufficiale relativa ai crolli delle Torri Gemelle (WTC 1 e 2) e dell'Editificio 7 (WTC 7) l'11 settembre 2001.
L'articolo è stato molto condiviso su Facebook al punto da comparire fra i "trend", finché alcuni giornalisti venduti a mainstream media [mainstream media: i mezzi di comunicazione di massa più potenti e influenti] non hanno prostestato e fatto rimuovere dai "trend" di Facebook... [Bene: dà fastidio].
Queste le Conclusioni dell'articolo:
E' importante ricordare che il fuoco non ha mai causato il crollo totale di edifici con struttura in acciaio, né prima né dopo l'11 settembre. Avremmo allora assistito ad uno stesso evento senza precedenti per ben tre volte l'11 settembre 2001? Le relazioni del NIST [Istituto Nazionale per gli Standard e la Tecnologia negli USA], che hanno tentato di sostenere quella improbabile conclusione, non riescono a persuadere un numero crescente di architetti, ingegneri e scienzati. Piuttosto, l'evidenza punta in modo preponderante alla conclusione che tutti e tre gli edifici siano stati distrutti da demolizioni controllate. Date le implicazioni di ampia portata, è eticamente imperativo che tale ipotesi diventi oggetto di una indagine veramente scientifica e imparziale da parte di autorità responsabili.
http://www.europhysicsnews.org/articles/epn/abs/2016/04/epn2016474p21/epn2016474p21.html
http://www.ae911truth.org/
La rivista scientifica Europhysics News, della comunità europea dei fisici, ha pubblicato un articolo riassuntivo di AE911Truth.org [Archietetti e Ingegneri per la Verità sull'11 Settembre] sull'insostenibilità della versione ufficiale relativa ai crolli delle Torri Gemelle (WTC 1 e 2) e dell'Editificio 7 (WTC 7) l'11 settembre 2001.
L'articolo è stato molto condiviso su Facebook al punto da comparire fra i "trend", finché alcuni giornalisti venduti a mainstream media [mainstream media: i mezzi di comunicazione di massa più potenti e influenti] non hanno prostestato e fatto rimuovere dai "trend" di Facebook... [Bene: dà fastidio].
Queste le Conclusioni dell'articolo:
E' importante ricordare che il fuoco non ha mai causato il crollo totale di edifici con struttura in acciaio, né prima né dopo l'11 settembre. Avremmo allora assistito ad uno stesso evento senza precedenti per ben tre volte l'11 settembre 2001? Le relazioni del NIST [Istituto Nazionale per gli Standard e la Tecnologia negli USA], che hanno tentato di sostenere quella improbabile conclusione, non riescono a persuadere un numero crescente di architetti, ingegneri e scienzati. Piuttosto, l'evidenza punta in modo preponderante alla conclusione che tutti e tre gli edifici siano stati distrutti da demolizioni controllate. Date le implicazioni di ampia portata, è eticamente imperativo che tale ipotesi diventi oggetto di una indagine veramente scientifica e imparziale da parte di autorità responsabili.
martedì 13 settembre 2016
lunedì 12 settembre 2016
Le macerie della democrazia
dalla pagina https://www.change.org/p/la-pace-ha-bisogno-di-te-sostieni-la-campagna-per-l-uscita-dell-italia-dalla-nato-per-un-italia-neutrale/u/17771420?tk=0FNfnFniWwtxwRFSWQNNbS2zFTJxZD44Xai8hjiUyp4

Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATO
6 set 2016 — Manlio Dinucci
«Solo macerie, come se ci fosse stato un bombardamento», ha detto la presidente della Camera Boldrini visitando i luoghi terremotati. Parole su cui riflettere al di là dell’immagine. Di fronte alle scene strazianti dei bambini morti sotto le macerie del terremoto, come non pensare a tutti quei bambini (che la Tv non ci ha mai mostrato) morti sotto le macerie dei bombardamenti ai quali, dalla Jugoslavia alla Libia, ha partecipato anche l’Italia?
«Sembra di essere in guerra», racconta uno dei tanti volontari. In guerra, quella vera, l’Italia in effetti c’è già, bruciando risorse vitali che dovrebbero essere destinate a proteggere la popolazione del nostro paese dai terremoti, dalle frane e alluvioni che provocano sempre più vittime e distruzioni.
Politici di aree diverse hanno proposto, in un impeto di generosità, di destinare alle zone terremotate il jackpot del Superenalotto, 130 milioni di euro. Nessuno ha proposto però di usare a tal fine il «jackpot» della spesa militare italiana ammontante, secondo i dati ufficiali della Nato, a circa 20 miliardi di euro nel 2016, 2,3 miliardi più del 2015: in media 55 milioni di euro al giorno, cifra in realtà più alta, includendo le spese extra budget della difesa addebitate ad altri ministeri.
Stando comunque ai dati della Nato, l’Italia spende in un solo giorno per il militare più di quanto ha destinato il governo per l’emergenza terremoto (50 milioni di euro), cinque volte più di quanto è stato finora raccolto con gli sms solidali. Mentre mancano i fondi per la ricostruzione e la messa in sicurezza degli edifici con reali sistemi antisismici, per un piano a lungo termine contro i terremoti e il dissesto idrogeologico. Mentre i vigili del fuoco, di cui in queste occasioni si riconoscono formalmente i meriti, hanno organici, stipendi e mezzi del tutto inadeguati all’opera che svolgono, spesso a rischio della vita, non solo nelle emergenze quotidiane, ma nei sempre più frequenti disastri «naturali» (le cui catastrofiche conseguenze sono in gran parte dovute a responsabilità umane).
Non mancano invece i finanziamenti e i mezzi per le forze speciali italiane che operano nella nuova guerra in Libia. A Pisa, dove due anni fa è stato costituito il Comando delle forze speciali dell’esercito (Comfose), si sono intensificati da mesi i voli dei C-130J che partono per ignote destinazioni carichi di armi e rifornimenti.
Tali operazioni sono segretamente autorizzate dal presidente Renzi scavalcando il parlamento. L’articolo 7 bis della legge n. 198/2015 sulla proroga delle missioni militari all’estero conferisce al presidente del consiglio facoltà di adottare «misure di intelligence di contrasto, in situazioni di crisi, con la cooperazione di forze speciali della Difesa con i conseguenti assetti di supporto della Difesa stessa», col solo obbligo di riferirne formalmente al «Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica».
In altre parole, il presidente del consiglio ha in mano forze speciali e servizi di intelligence da usare in operazioni segrete, con il supporto dell’intero apparato militare. Un potere personale anticostituzionale, potenzialmente pericoloso anche sul piano interno.
Mentre ostenta commozione al funerale delle vittime del terremoto, elargendo promesse sulla ricostruzione, il presidente del consiglio Renzi, nel quadro della strategia Usa/Nato, porta l’Italia in altre guerre e a una crescente spesa militare a scapito delle esigenze vitali del paese. Spesa a cui si aggiunge quella segreta per le operazioni militari segrete da lui ordinate. Mentre, sulla promessa ricostruzione delle zone terremotate, Renzi assicura la «massima trasparenza».
(il manifesto, 6 settembre 2016)
«Solo macerie, come se ci fosse stato un bombardamento», ha detto la presidente della Camera Boldrini visitando i luoghi terremotati. Parole su cui riflettere al di là dell’immagine. Di fronte alle scene strazianti dei bambini morti sotto le macerie del terremoto, come non pensare a tutti quei bambini (che la Tv non ci ha mai mostrato) morti sotto le macerie dei bombardamenti ai quali, dalla Jugoslavia alla Libia, ha partecipato anche l’Italia?
«Sembra di essere in guerra», racconta uno dei tanti volontari. In guerra, quella vera, l’Italia in effetti c’è già, bruciando risorse vitali che dovrebbero essere destinate a proteggere la popolazione del nostro paese dai terremoti, dalle frane e alluvioni che provocano sempre più vittime e distruzioni.
Politici di aree diverse hanno proposto, in un impeto di generosità, di destinare alle zone terremotate il jackpot del Superenalotto, 130 milioni di euro. Nessuno ha proposto però di usare a tal fine il «jackpot» della spesa militare italiana ammontante, secondo i dati ufficiali della Nato, a circa 20 miliardi di euro nel 2016, 2,3 miliardi più del 2015: in media 55 milioni di euro al giorno, cifra in realtà più alta, includendo le spese extra budget della difesa addebitate ad altri ministeri.
Stando comunque ai dati della Nato, l’Italia spende in un solo giorno per il militare più di quanto ha destinato il governo per l’emergenza terremoto (50 milioni di euro), cinque volte più di quanto è stato finora raccolto con gli sms solidali. Mentre mancano i fondi per la ricostruzione e la messa in sicurezza degli edifici con reali sistemi antisismici, per un piano a lungo termine contro i terremoti e il dissesto idrogeologico. Mentre i vigili del fuoco, di cui in queste occasioni si riconoscono formalmente i meriti, hanno organici, stipendi e mezzi del tutto inadeguati all’opera che svolgono, spesso a rischio della vita, non solo nelle emergenze quotidiane, ma nei sempre più frequenti disastri «naturali» (le cui catastrofiche conseguenze sono in gran parte dovute a responsabilità umane).
Non mancano invece i finanziamenti e i mezzi per le forze speciali italiane che operano nella nuova guerra in Libia. A Pisa, dove due anni fa è stato costituito il Comando delle forze speciali dell’esercito (Comfose), si sono intensificati da mesi i voli dei C-130J che partono per ignote destinazioni carichi di armi e rifornimenti.
Tali operazioni sono segretamente autorizzate dal presidente Renzi scavalcando il parlamento. L’articolo 7 bis della legge n. 198/2015 sulla proroga delle missioni militari all’estero conferisce al presidente del consiglio facoltà di adottare «misure di intelligence di contrasto, in situazioni di crisi, con la cooperazione di forze speciali della Difesa con i conseguenti assetti di supporto della Difesa stessa», col solo obbligo di riferirne formalmente al «Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica».
In altre parole, il presidente del consiglio ha in mano forze speciali e servizi di intelligence da usare in operazioni segrete, con il supporto dell’intero apparato militare. Un potere personale anticostituzionale, potenzialmente pericoloso anche sul piano interno.
Mentre ostenta commozione al funerale delle vittime del terremoto, elargendo promesse sulla ricostruzione, il presidente del consiglio Renzi, nel quadro della strategia Usa/Nato, porta l’Italia in altre guerre e a una crescente spesa militare a scapito delle esigenze vitali del paese. Spesa a cui si aggiunge quella segreta per le operazioni militari segrete da lui ordinate. Mentre, sulla promessa ricostruzione delle zone terremotate, Renzi assicura la «massima trasparenza».
(il manifesto, 6 settembre 2016)
lunedì 5 settembre 2016
11 settembre - XV anniversario
il crollo dei 3 grattacieli, il buco nel Pentagono, l'aereo abbattuto
furono un "false flag" "inside job"
che costò la vita a circa 3mila persone quel giorno
e 5400 malati di cancro poi
che costò la vita a circa 3mila persone quel giorno
e 5400 malati di cancro poi
false flag
dalla pagina https://it.wikipedia.org/wiki/False_flag
è una tattica segreta condotta nell'ambito di operazioni militari o attività di spionaggio, condotte in genere da governi, servizi segreti, e agenzie d'intelligence, progettata per apparire come perseguita da altri enti e organizzazioni, anche attraverso l'infiltrazione o lo spionaggio di questi ultimi
è una tattica segreta condotta nell'ambito di operazioni militari o attività di spionaggio, condotte in genere da governi, servizi segreti, e agenzie d'intelligence, progettata per apparire come perseguita da altri enti e organizzazioni, anche attraverso l'infiltrazione o lo spionaggio di questi ultimi
inside job
dalla pagina http://www.wordreference.com/enit/inside%20job
crimine con l'aiuto di un complice [complici] all'interno del luogo [luoghi] in cui avviene
![]() |
| Another Nineteen |
11 settembre 2001: ripensaci – ReThink911
Architetti e Ingegneri per la Verità sull’ 11 settembre
![]() |
| AE911Truth.org |
2626 Ingegneri e Architetti affermano che il crollo delle Torri Gemelle (WTC-1 e 2) dell’Edificio 7 (WTC-7) del World Trade Center fu il risultato di demolizioni controllate
L’ 11 settembre 2001 per la prima (e ad oggi ultima) volta nella storia dell’ingegneria civile, non 1, non 2 ma ben 3 grattacieli con strutture in acciaio e cemento sarebbero crollati – in modo simmetrico cioé su se stessi, e praticamente in caduta libera – a seguito dell’impatto di un aereo di linea e conseguente incendio (Torri Gemelle) e, rispettivamente, per un incendio alimentato da attrezzatura e materiali da ufficio (nel caso dell’Edificio 7, WTC-7, di 47 piani) …
La demolizione controllata, che
presuppone una lunga e accurata progettazione e l’impiego di potenti
esplosivi, rimane l’unica ipotesi logica e plausibile e l’unico modello
in grado di spiegare gli eventi dell’11 settembre al World Trade Center,
mentre i modelli proposti dalle indagini ufficiali sull’ 11 settembre
NON corrispondono alla realtà di come sono avvenuti i crolli:
- i modelli “ufficiali” proposti [“Pancake collapse” e “Pile driver collapse”] sono di fatto sbagliati
- l’unico modello che fino ad ora corrisponde alla realtà dei crolli dei 3 edifici è quello di demolizione controllata, che richiede progettazione e cariche esplosive, come l’organizzazione Architetti e Ingegneri per la Verità sull’11 Settembre AE911Truth.org da anni afferma.
Un semplice ed efficace video è
disponibile per illustrare le implicazioni dei vari modelli e la loro
corrispondenza o meno ai dati reali: 9/11 Experiments: The Force Behind the Motion.
Il fisico David Chandler ha dimostrato (video) che l’Edificio 7 (WTC-7) è crollato in perfetta caduta libera
per circa 2,5 sec (su un totale di 6,5 sec, contro i teorici 6,2 sec di
una completa caduta libera); un edificio può crollare in caduta libera o
quasi solo nel caso di demolizioni controllate, in cui cariche
esplosive eliminano la resistenza offerta dalla struttura stessa
dell’edificio (muri, architravi, colonne, …).
“Ri-Pensa l’11 settembre
L’evidenza potrebbe sorprenderti“
“ReThink911” è la campagna internazionale promossa dagli Architetti e Ingegneri USA di ae911truth.org
La petizione
“ReThink911” proposta da AE911Truth.org chiede la costituzione di una commissione di
inchiesta, autorevole e indipendente, per indagare sugli eventi dell’ 11
settembre 2001. Finora è stata sottoscritta da 22370 persone.
Lo sapevi che una terza torre è caduta l’11 settembre 2001?
Si tratta dell’Edificio 7 del World Trade Center crollato alle 5,20
del pomeriggio di quell’11 settembre … eppure non è stato colpito da un
aereo, l’incendio che si era sviluppato non era sufficiente a farla
crollare, è crollato su se stesso in 6,5 secondi, in caduta libera nei
primi secondi, ricercatori indipendenti hanno trovato tracce evidenti di
esplosivi molto potenti e ad elevata tecnologia, in uso solo in alcuni
laboratori militari…
Ma chi non cerca non può trovare…
L’indagine ufficiale ha inizialmente ignorato completamente l’Edificio
7. Successivamente i ricercatori ufficiali hanno proposto dei modelli
che però non corripondono al modo in cui gli edifici sono crollati e non
hanno investigato l’eventuale uso di materiale esplosivo: non
cercandolo non l’hanno trovato!
Anche i mezzi di comunicazione di massa ufficiali (mainstream mass media)
hanno volutamente ignorato e superficialmente denigrato anche i
tentativi onesti e razionali di ricerca della verità su quanto avvenuto a
New York l’ 11 settembre 2001, come ad esempio il New York Times…
Quindi, secondo il NY Times, 2 aerei
avrebbero fatto crollare 3 edifici: le Torri Gemelle la mattina e
l’Edificio 7 nel pomeriggio…
Se hai ancora dubbi e vuoi più informazioni...
guarda:
- video di 30 sec sul crollo di WTC-7 da vari punti di vista
- video del crollo del WTC-7 confrontato con [altre] demolizioni controllate
- l’intervista a Richard Gage, fondatore di AE911Truth.org, su C-Span, il canale pubblico della politica USA: guarda il video [doppiato in italiano]
- i video di Massimo Mazzucco (luogocomune.net/site): 11 Settembre – La nuova Pearl Harbor (l’opera più esaustiva sull’11 settembre!!!) e Il Nuovo Secolo Americano per capire come è nata l’operazione false flag 9/11 (false flag = un attacco attribuito ad altri, nel caso specifico a Osama Bin Laden da un rifugio in Afghanistan…)
- il film di Giulietto Chiesa, Zero
- Behind The Smoke Curtain: What Happened at the Pentagon on 9/11, and What Didn’t, and Why it Matters di Barbara Honegger ha ampiamente dimostrato [video in italiano] che quello al Pentagono fu un inside job = auto-attentato e una operazione false flag
- altri video nella nostra lista video http://presenzalongare.blogspot.it/p/video.html
leggi:
- The 9/11 Toronto Report, l’opera scritta (en) più esaustiva sull’11 settembre, sulle incongruenze, lacune e falsità del Rapporto Ufficiale…
- l’interessante libro di Roberto Quaglia: Il mito dell’11 settembre
- il primo libro italiano sull’argomento: 11 Settembre, colpo di stato in USA di Maurizio Blondet
- il libro Zero. Inchiesta sull’11 settembre di Giulietto Chiesa e guarda il film Zero
- la nostra pagina Il Re è nudo: 9/11 – An Inside Job False Flag Operation
- la nostra pagina presenzalongare.altervista.org/911.html
giovedì 1 settembre 2016
Vigili del Fuoco e 11 settembre
dalla pagina http://www.luogocomune.net/LC/index.php/24-11-settembre/4476-vigili-del-fuoco-e-11-settembre
Pubblicato: 21 Agosto 2016
di Massimo Mazzucco
Pubblicato: 21 Agosto 2016
di Massimo Mazzucco
Questa
mattina abbiamo dovuto chiamare i vigili del fuoco, per un piccolo
incidente domestico. Si era rotta la serratura della porta d'ingresso,
ed eravamo rimasti chiusi in casa. Hanno dovuto entrare dal balcone per
venire a "liberarci".
Mentre i suoi colleghi lavoravano per smontare la porta, io ho fatto
due chiacchiere con il caposquadra. Aveva gli occhi sottili come due
fessure, la pelle bruciata dal sole, e la fronte imperlata di sudore. Mi
domandavo come facessero a lavorare, d'estate, con quei pesantissimi
pantaloni e quegli stivaloni di gomma. Abbiamo iniziato a parlare degli
incendi estivi, e lui mi ha spiegato che sono quasi tutti dolosi, ma che
non c'è una intenzione particolare di creare dei disastri. "Di solito -
mi spiegava - sono gli stessi contadini che danno fuoco ai loro prati
ormai seccati, perché l'erba fresca che ricresce produce nelle capre un
latte migliore e meno amaro. Ogni tanto la cosa gli scappa di mano, e
noi dobbiamo intervenire."
A quel punto ho provato a spostare l'argomento sull'11 settembre.
"Ogni volta che vedo i vigili del fuoco in azione - ho detto - mi
vengono in mente quei poveracci morti nelle Torri Gemelle".
"Quelli sono stati proprio sfortunati - ha detto lui con un sospiro -
Gli è crollato tutto addosso, mentre cercavano di spegnere le fiamme".
"Veramente non è andata proprio così - ho detto io - quelle torri non dovevano crollare".
"Come no? - ha replicato lui - Lì il calore ha sciolto la struttura, ed è venuto giù tutto".
"Ma scusi - gli ho suggerito io - la struttura era in acciaio, e l'acciaio fonde a 1500°, giusto?"
"Giusto".
"Il cherosene però sviluppa al massimo 800°, quando brucia".
"Ah già, è vero. Non ci avevo mai pensato - ha detto lui - Ma allora, scusi, perché sono venute giù?"
"Sono venute giù perché le hanno tirate giù - ho detto io - Con gli esplosivi".
"Con gli esplosivi? E chi li ha messi gli esplosivi?"
"Li hanno messi loro, gli americani. Quelli del Pentagono. Avevano
bisogno di creare un disastro, per dare la colpa a bin Laden e andare a
fare la guerra in Afghanistan".
A quel punto le fessure delle palpebre si sono aperte, e ho visto due
grandi occhi azzurri, completamente persi nel vuoto. E' rimasto in
silenzio per qualche secondo, poi ha chiamato i suoi colleghi:
"Vincenzo, Salvatore, venite un po' qua. Sentite cosa ha da dire questo
signore."
E così ho iniziato a parlare della struttura delle Torri Gemelle,
dell'amianto che contenevano, delle 80.000 tonnellate di struttura sana
sotto il livello di impatto, di caduta libera, di dozzine di
testimonianze sulle esplosioni, del fatto miracoloso che due aerei siano
riusciti a far crollare tre grattacieli nello stesso giorno, ecc. ecc.
Poi è arrivato il momento più delicato, quando gli ho detto: "I vostri
fratelli non sono morti fra le macerie per semplice sfortuna. Sono morti
perché ce li hanno mandati, a morire. Li hanno mandati lì dentro, pur
sapendo che poco dopo le torri sarebbero crollate. Avevano bisogno di
martiri, per scatenare l'indignazione popolare e andare a fare la guerra
in Afghanistan".
Loro mi guardavano stupefatti. Uno era rimasto letteralmente con la
bocca aperta e il cacciavite in mano. Non dev'essere facile, per gente
che è abituata a rischiare la vita per gli altri, sentirsi dire che
qualcuno li ha ammazzati apposta per farsi i propri porci comodi.
Hanno finito il lavoro in silenzio, senza più parlare. Poi, prima di
andarsene, il comandante mi ha chiesto: "Ma scusate, com'è che noi di
queste cose non ne sappiamo niente?"
Io una risposta l'avrei avuta, ma sarebbe stata troppo lunga e troppo
complicata. Ho preferito regalargli una copia di Inganno Globale,
dicendogli: "Guardate questo, passatevelo fra voi e decidete da soli
quello che è successo. Poi se un giorno volete fare due chiacchiere, io
sono sempre qui. Passate di qui quando volete, e ci beviamo un bel
caffè."
"Lo faremo sicuramente" mi ha risposto il comandante, mentre scendevano silenziosi le scale.
Massimo Mazzucco
- video di 30 sec sul crollo di WTC-7 da vari punti di vista
- video del crollo del WTC-7 confrontato con [altre] demolizioni controllate
- l’intervista a Richard Gage, fondatore di AE911Truth.org, su C-Span, il canale pubblico della politica USA: guarda il video [doppiato in italiano]
- i video di Massimo Mazzucco (luogocomune.net/site): 11 Settembre – La nuova Pearl Harbor (l’opera più esaustiva sull’11 settembre!!!) e Il Nuovo Secolo Americano per capire come è nata l’operazione false flag 9/11 (false flag = un attacco attribuito ad altri, nel caso specifico a Osama Bin Laden da un rifugio in Afghanistan…)
- il film di Giulietto Chiesa, Zero
- Behind The Smoke Curtain: What Happened at the Pentagon on 9/11, and What Didn’t, and Why it Matters di Barbara Honegger ha ampiamente dimostrato [video in italiano] che quello al Pentagono fu un inside job = auto-attentato e una operazione false flag
- altri video nella nostra lista video http://presenzalongare.blogspot.it/p/video.html
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