lunedì 29 aprile 2013

Vicenza 4 Maggio 2013: ex "OPEN DAY" al Dal Molin



MATTINO
ore 10 corteo promosso dal Presidio No dal Molin
(info su www.nodalmolin.it)
partenza dal piazzale della stazione e arrivo a piazza Biade
- con il bandierone per la pace listato a lutto
- lettura della lettera aperta ai cittadini distribuita il 25 aprile
dalle ore 11 – gruppo presenza alla rotatoria viale Ferrarin
- con il bandierone per la pace listato a lutto

POMERIGGIO
dalle ore 13,30 alle 19
dalle 18 alle 19 un'ora di silenzio
nei pressi del Villaggio USA di Vicenza Est 
via Leonardo da Vinci (vicino a Buffetti)
con qualunque tempo
PREVISIONI METEO: pioggia debole per tutto il giorno.
LOGISTICA:saranno disponibili gazebo e teli di fortuna.
Chi vuole si porti una sedia o uno sgabello 


martedì 23 aprile 2013

25 aprile alle 10.30 in piazza dei Signori con bandiere della pace listate a lutto



Lettera aperta ai Cittadini


Anche se “ l’open day” del 4 maggio è stato annullato, noi cittadine e cittadini di Vicenza, che nel corso di questi anni abbiamo manifestato la nostra OPPOSIZIONE alla costruzione di una nuova base di guerra, continuiamo a dire il nostro NO  alla base partecipando oggi, con le bandiere della pace listate a lutto, alla celebrazione del 25 aprile, per denunciare come a Vicenza e in altre regioni d’Italia, gli statunitensi, che nel 25 aprile del 1945 sono entrati nelle nostre città a fianco dei partigiani e degli alleati, siano progressivamente diventati degli occupanti e come parti significative del territorio della Repubblica vengano sottratte alla sovranità della cittadinanza e acquisite come fossero delle colonie.
Continueremo
 a denunciare ogni forma di complicità con le guerre in corso, a manifestare contro ogni tipo di militarizzazione del territorio, a lottare per una città libera dalle basi di guerra, per l’affermazione di una città di pace.
Vogliamo continuare a denunciare con forza
 che la costruzione della base statunitense ha sottratto a Vicenza l’ultimo spazio verde, senza che siano state rispettate le direttive europee sui referendum e senza che sia stata attuata la valutazione di impatto ambientale obbligatoria per attuare progetti così invasivi: 700.000 metri quadrati con un edificato pari a 800.000 metri cubi di cemento che ha prodotto una gravissima lesione all’equilibrio idrogeologico della zona.
Vogliamo dire ai militari americani
 di esaminare la documentazione relativa all’occlusione e alla distruzione del sistema di drenaggio che dal 1929 permetteva il deflusso delle acque piovane dell’area del Dal Molin e dei territori circostanti; di osservare come, a seguito dei lavori per la costruzione della nuova base militare si siano formati degli acquitrini all’interno dell’area adiacente alla base, divenuta ora un “parco acquatico”; di consultare le famiglie dei residenti che ad ogni temporale devono attivare le pompe per evitare allagamenti di abitazioni che non avevano avuto mai problemi prima che si aprissero i cantieri.
Vogliamo ribadire
 che non sono state fornite spiegazioni ai quesiti che a seguito di queste criticità sono stati posti da più parti, comprese le istituzioni.
Vogliamo smascherare
il regime di servitù militare, un vero e proprio regime di occupazione del territorio e una limitazione della cittadinanza, tanto più offensiva quanto più si pretende che venga considerato una risorsa e un’opportunità.



Beati i costruttori di Pace   Coordinamento dei Comitati  Cristiani per la Pace 
Donne in rete per la Pace   Gruppo Emergency di Vicenza Famiglie per la Pace
Femminile plurale      Gruppo donne del Presidio “No Dal Molin”
MIR/IFOR Movimento Internazionale della Riconciliazione  Movimento Nonviolento
Presidio Permanente “No Dal Molin”  Sinistra Ecologia e libertà  USB
Vicenza Libera “No Dal Molin”   Forum per la Pace di Monticello Conte Otto

lunedì 22 aprile 2013

Pax Americana? No, grazie.

ecco solo alcuni dei motivi per cui ogni Domenica, dalle 10 alle 11, ci troviamo davanti a Site Pluto, base USA in territorio italiano, a Longare, Vicenza...

15 gennaio 2013: il numero di suicidi di militari USA continua a salire, raggiungendo un record nel 2012: 349 militari USA si sono suicidati [fonte
US Army – 182 suicidi
US Marines Corps – 48 suicidi
US Navy – 60 suicidi
US Air Force – 59 suicidi


26 marzo 2013: Tutti gli attacchi di droni Usa in Pakistan, dal 2004 a oggi, in un grafico [fonte

numero di morti totali stimati uccisi da droni: 2761 
numero di bambini uccisi da droni: 173
numero di civili uccisi da droni: 513


Eggstravaganza - March 30, 2013

Comunità Militare di Vicenza
30 marzo 2013: soldati e personale USA assieme alle loro famiglie festeggiano la Pasqua alla Ederle, base USA in territorio italiano. 


8 aprile 2013: Afghanistan: 10 bimbi e 2 donne uccisi in raid Nato 
Lo riferisce la Bbc citando proprie fonti sul terreno [fonte]

  • Civili innocenti continuano a morire in Afghanistan, in Iraq... Oltre dieci anni di guerra a cosa sono serviti? Solo a garantire profitti a chi prospera con il "business" delle armi, delle guerre, dei servizi in campo militare (contractors). 
  • Nessuna delle guerre "preventive" in atto ha giustificazioni etiche.  
  • Gli attacchi con i droni sono omicidi legalizzati di cui l'Italia si rende complice, fornendo la base di Sigonella
  • Il nostro Governo Italiano (quando ce n'è uno) finora ha tradito l'articolo 11 delle Costituzione e si è reso complice di guerre che servono solo a garantire profitti e potere al sistema economico-militare mondiale e innanzitutto USA... 
  • La nostra terra è occupata da truppe militari USA che da liberatori nel 1945 sono diventati invasori. 

venerdì 19 aprile 2013

Comunicato stampa congiunto

Il prossimo 4 maggio si terrà presso la nuova base militare statunitense Dal Molin un open day aperto ai cittadini di Vicenza. Si tratta di un'iniziativa – come illustrato dal comandante della Ederle colonnello D. Buckingham - che dovrebbe rappresentare un momento di pacificazione con una città che per anni ha manifestato la sua contrarietà all’invasiva e progressiva estensione della militarizzazione e alla realizzazione della base, un “ecomostro militare” che occupa 700.000 mq. di territorio sottratto alla città.

Per i cittadini di Vicenza si tratterrebbe non di una festa ma dell'ennesimo oltraggio ad una città già umiliata e ferita. Insulto che si aggiunge a quelli già ricevuti, quali il divieto di poter svolgere una consultazione popolare, di ottenere una Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A), come prevede e impone la legge, e alla negazione delle responsabilità da parte dei militari statunitensi nella distruzione del reticolo di drenaggi, nonostante l’evidenza e gli studi tecnici dimostrino esattamente il contrario.

Chiediamo che tale proposta venga ritirata, nel rispetto dei moltissimi cittadini vicentini che in questi anni hanno espresso in modo democratico la loro contrarietà alla costruzione di questa ennesima base di guerra, che fa di Vicenza la città più militarizzata d’Europa.

[Vicenza, 20 aprile: la base Dal Molin ribattezzata Del Din resterà chiusa il 4 maggio]

Continueremo a denunciare ogni forma di complicità con le guerre in corso, a manifestare contro ogni tipo di militarizzazione del territorio, a lottare per una città libera dalle basi, per l’affermazione di una città di pace.

Proprio per questo il 25 aprile saremo presenti con le nostre bandiere, simbolo della Pace, alla manifestazione organizzata in Piazza dei Signori, per ribadire che dal 25 aprile 1945 al 25 aprile 2013 a Vicenza gli statunitensi sono passati dall’essere liberatori, al fianco dei partigiani e degli alleati,  ad essere occupanti, e il nostro suolo dall’essere Repubblica sovrana all’essere colonia.


Beati i Costruttori di Pace
Coordinamento dei Comitati
Cristiani per la Pace
Donne in Rete per la Pace
Emergency
Famiglie per la Pace
Femminile Plurale
Gruppo Donne No Dal Molin
MIR/IFOR Movimento Internazionale della Riconciliazione
Movimento Non Violento
Presidio Permanente
Sinistra Ecologia e Libertà
USB
Vicenza Libera No Dal Molin

lunedì 15 aprile 2013

Vicenza da città del "Palladio", a città del "Plutonio", a città di "Plutone"?

Abbiamo ampiamente pagato il nostro debito con gli USA dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Fedeli all'art.11 della nostra Costituzione e alle norme del diritto internazionale, diciamo:
  • riconversione ad uso civile delle strutture militari USA - No Bases
  • desecretazione degli accordi bilaterali Italia - USA del 20 ottobre 1954 (BIA)
  • NON vogliamo essere complici di US AFRICOM 
  • resistenza nonviolenta alla militarizzazione del territorio 
  • US ARMY go home 
  • 911 was an inside job - 911 Truth Movement
Chissà se dopo aver cambiato nome alla nuova base USA Dal Molin, ora Del Din, per confondere le acque e per altri motivi, qualcuno penserà di cambiare nome anche a "Site Pluto", base USA in territorio italiano, a Longare, Vicenza.

"Pluto":
  1. ai bambini di anni fa, Pluto avrebbe subito ricordato il cane di Topolino ... 
  2. per chi ha studiato latino Pluto, in italiano Plutone, è il signore dell'Ade (regno degli inferi, regno dei morti) nella mitologia romana ...nome appropriato per una base militare da cui si pianificano azioni di morte camuffate da interventi per la pace o umanitari di AFRICOM, per difendere o "esportare" la democrazia in Africa (
  3. Plutone è anche il nome del pianeta nano del sistema solare, oltre il pianeta Nettuno ... proprio dove ci piacerebbe che andassero tutte le basi USA: via dalla nostra terra e fuori dal pianeta Terra, ai margini estremi del sistema solare
  4. ai chimici e ai militari USA, Pluto ricorda anche il Plutonio, elemento radioattivo, in particolare l'isotopo 239, l'elemento usato nelle bombe nucleari a fissione ... e non a caso la South European Task Force ("SETAF"), aveva come missione la custodia e l'impiego delle armi nucleari tattiche statunitensi presenti a Site Pluto che sarebbero state utilizzate per rallentare le truppe del Patto di Varsavia (erano gli anni della guerra fredda) qualora ci avessero invaso... "sacrificando" così migliaia o decine di migliaia di cittadini italiani. Ma per difendersi dal nemico comunista e per difendere la libertà si fa questo ed "altro" [alcuni vicentini dicono invece che erano e sono qui per difenderci...]
("altro": leggi i vari "casus belli" inventati dagli USA...)
("altro": secondo Ferdinando Imposimato, magistrato e presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, è stato ad esempio pianificare il "sacrificio" di migliaia di cittadini USA nella demolizione controllata degli edifici del World Trade Center, le due Torri Gemelle e l'Edificio 7 (video sul crollo di WTC-7) ... leggi http://presenzalongare.blogspot.it/2012/09/da-httpwww.html


domenica 14 aprile 2013

2. La storia di Site Pluto


molte delle informazioni che seguono sono tratte da: http://it.wikipedia.org/wiki/Site_Pluto [a sua volta tratto da pdfSite Pluto – ieri, oggi, domani” scritto dal prof. Angelo Azzalini di Vicenza]
Site Pluto: è il nome in codice NATO di una installazione militare statunitense situata presso Vicenza, a Longare, utilizzata per molti anni come deposito di "munizioni speciali" [sinonimo per munizioni nucleari] dell'Esercito USA
La base è stata costruita a partire dal 1954, sfruttando una rete di grotte carsiche sotterranee che si intersecano nel sottosuolo del vicentino tra Longare e Costozza, ulteriormente ampliate ed allungate: superficie stimata 30.000 metri quadrati.
1956: Vicenza divenne sede della SETAF, la South European Task Force, composta da due battaglioni di artiglieria la cui missioni principale era la custodia e l'impiego delle armi nucleari tattiche statunitensi presenti in Italia.
L'11 giugno 1989 sulla rivista Epoca comparve un'inchiesta giornalistica a firma Giulio di Vita, che stimava in una tonnellata il plutonio presente a Vicenza, e faceva notare il rischio di sabotaggi e di incidenti in un'area densamente popolata.
Il 18 giugno 1989 il giornalista di Nuova Vicenza Alessandro Mognon pubblicò un'inchiesta dal titolo Longare, polveriera nucleare, esponendo numerosi fatti relativi al sito finora mantenuti segreti.
Dal 1983 non si segnalano più attività di trasposto/deposito di armi nucleari tattiche.
1990, San Gottardo, frazione di Zovencedo: da metà febbraio e per un periodo di tempo “strani” eventi si susseguono; fra le varie ipotesi si pensa a intensi campi elettromagnetici. Oggetti metallici prendevano fuoco, fra cui tende parasole liquefatte e persino una carrozzella in fiamme, scaldabagni e apparecchiature domestiche si accendevano da soli, interruttori della luce si bruciavano (29). A San Gottardo c'era un centro di comunicazioni USA (30).
La fine della guerra fredda pose fine all'importanza strategica del sito, finché il 26 marzo 1992 venne celebrata la cerimonia di chiusura. Il sito venne chiuso il 15 maggio successivo.
Il 5 giugno 1992 su Nuova Vicenza Mognon pubblicava un articolo dal titolo "Tracce di radioattività a Site Pluto e i militari cementano una galleria – Inviato in segreto dagli Stati Uniti un reparto speciale a Longare".
Il 12 luglio 1993 venne predisposta un'indagine ambientale sul tasso di radioattività dell'area, che concluse che i parametri di radioattività rientravano nei limiti previsti dai trattati internazionali. Le modalità dello studio vennero contestate.
Da quella data il Site Pluto non dovrebbe più ospitare armamenti speciali, cioè nucleari. Resta tuttavia attivo e presidiato, sia probabilmente per la conservazione di armamenti convenzionali che come struttura in stand-by per una possibile riattivazione in caso di crisi internazionale.
Nel 2000 si parlò di un incidente nelle gallerie di Site Pluto quando i tetti di otto depositi collassarono. Il fatto è stato al centro di una interpellanza parlamentare del senatore Fernando Rossi, il 2 maggio 2007.
Nel 2002 il "Distretto Socio Sanitario Sud-Est" ha realizzato uno studio epidemiologico dal titolo “Mortalità per tumore nei Distretti Socio Sanitari dell’U.L.S.S. N. 6 e nei Comuni del Distretto Socio Sanitario Sud-Est – Decennio 1990-1999 [Dott.ssa Verena Jauch, agosto 2002]. Stando allo studio, la mortalità per tumore nel periodo seguente il presunto incidente è aumentata del 18,2%, soprattutto riguardo a leucemia e mieloma [+25%]. (uno studio verrà ripetuto nel 2007 con esiti diversi – sotto).
Nel 2007 sono cominciati nuovi lavori nel perimetro delle basi di Longare e Tormeno che avrebbero il ruolo di consolidare le opere presenti nelle gallerie e di costruire nuovi depositi per armi leggere.
Nel 2007 Lo studio “Variabilità geografica della morbosità e della mortalità per leucemia e per linfoma nell’ex ULSS 8 Vicenza nel periodo 1990-2001”, [pdf disponibile], Dr. Roberto Turra Vicenza, Ottobre 2007, ULSS 6 Vicenza, Dipartimento di Prevenzione, Direttore: Dr. Vanni Poli, non ha fornito conferme sul possibile nesso fra l'incidenza di leucemie e mielomi ed esposizione a materiale radioattivo. Le modalità con cui è stato eseguito lo studio e i risultati sono stati contestati da alcuni cittadini di Longare.
La giunta dell'ex-sindaco di Longare, Dr. Roberto Walczer, ha successivamente fatto eseguire rilevamenti ufficiali su vari campioni all'interno del perimetro di Site Pluto e all'esterno della base da chimici dell'Università di Ferrara specializzati nel rilevamento di sostanze radioattive e che hanno usato protocolli standard nella scelta dei luoghi e dei campioni da analizzare: l'analisi ha dato esito negativo.
Nel 2008 il Pentagono stanziò 350.000 dollari per “allargare, allungare e riparare le strade, i marciapiedi e i sentieri di Longare, e per installare nuove fognature, linee elettriche e impianti d’illuminazione”. [28]
Nel giugno 2007 Giancarlo Albera ha partecipato direttamente a una visita all’interno della base Pluto assieme a quattro parlamentari italiani [relazione tecnica]. Il colonnello Bordonaro ha affermato che la base è data in uso gratuito e non gode di nessuna extraterritorialità. Inoltre, è in piena riattivazione con lavori di ristrutturazione, manutenzione ordinaria e straordinaria. L’edificio adibito a Training delle alte gerarchie militari è in eccellenti condizioni dotato delle più moderne tecniche di comunicazione , simulazione, videoconferenza. Gli ex depositi delle armi nucleari sono in ottimo stato. In poche parole, la base è sempre stata funzionante e quindi allo stato attuale appare plausibile la sua ristrutturazione come previsto nei prossimi mesi per renderla più efficiente.” 
Settembre 2012 - Comunicazione personale da Giancarlo Albera: Il comandante della Ederle colonnello David Buckingham nei giorni scorsi ha cercato di sminuire la vicenda Pluto dicendo che "per l'immediato futuro non ci sono fondi disponibili" per cui l'ampliamento viene rimandato. In sostanza così dicendo finisce per darne conferma, anche se ne vengono dilazionati i tempi. L'allegato mette in evidenza le funzioni che comunque potrebbe svolgere la Pluto, a prescindere dall'operazione annunciata. 
Site Pluto è già comunque un centro altamente tecnologico operativo. Vicenza, come diceva l'ambasciatore Spogli, "è il più completo arsenale militare di cui dispone gli Usa al di fuori del loro territorio". Va ad aggiungersi ai sotterranei della Fontega, alla Ederle, al villaggio Usa, al Dal Molin. Da tenere conto che c'è anche il Coespu.



A. Azzalini, Le 4 sorelle: AFRICOM, Ussocom, CoESPU, Site Pluto (Longare Comm Site)


1.a Lo scenario in cui si inserisce Site Pluto - Alcuni numeri …  
1.b Lo scenario in cui si inserisce Site Pluto - Chi sono oggi le vittime delle guerre? 
1.c Lo scenario in cui si inserisce Site Pluto - Da SETAF ad AFRICOM

domenica 7 aprile 2013

1.c Lo scenario in cui si inserisce Site Pluto - Da SETAF ad AFRICOM

1.c. Da SETAF ad AFRICOM  
  • 1954, 20 ottobre: il trattato (accordo quadro) bilaterale segreto USA-Italia (BIA) sulle infrastrutture, limita la presenza americana in Italia esclusivamente alle truppe schierate per finalità previste dalla Nato
  • 1955: costituzione della Forza Tattica dell'Esercito USA nel Sud Europa (USA SETAF)
  • 1995, 2 febbraio: "Shell Agreement", o accordo quadro: il testo consiste di cinque articoli e di due allegati: il primo è un modello per futuri accordi "tecnici" base per base sull'uso delle installazioni, una specie di formulario prestampato con spazi in bianco per gli elementi specifici di ogni base; il secondo prevede la procedura per la restituzione delle installazioni o delle infrastrutture
  • 2000: Vicenza rientra nel progetto “Joint vision 2020” [26] [27] un documento del Dipartimento della Difesa USA che parla di “organizzazioni innovative dedicate a trasformare la forza congiunta per il 21° secolo per ottenere la supremazia a spettro totale: persuasiva nella pace, decisiva nella guerra, superiore in qualunque forma di conflitto
  • 2007: durante la presidenza di Bush, su suggerimento di Dick Cheney, Vice Presidente, e Donald Rumsfeld, Segretario della Difesa, co-fondatori del PNAC, “Piano per il nuovo secolo americano”, prende il via US Africa Command, in breve AFRICOM
  • 2008, novembre : dopo l'elezione di Barack Obama, l'ambasciatore americano a Roma, Ronald P. Spogli, predispone un rapporto riservato (“catturato” e pubblicato nel 2010 da Wikileaks) per il Segretario di stato, Condoleezza Rice, in vista del suo incontro con il premier Silvio Berlusconi; il rapporto mette Vicenza e il Dal Molin al centro dei temi da trattare tra i vertici dei due paesi alleati
  • 2008, 3 dicembre: i governi USA e italiano comunicano che SETAF diventa AFRICOM
  • 2008, 8 dicembre: cerimonia della “trasformazione” da SETAF ad AFRICOM a Vicenza [23]
  • 2010, dicembre - Wikileaks, Dal Molin a rischio con Africom di Marino Smiderle giornalista

Viene messo in rete il rapporto riservato (quello del 2008) dell'ambasciatore americano in Italia al Segretario di Stato.
Il governo italiano aveva dei dubbi: il cambiamento della
SETAF in AFRICOM rientra nelle finalità NATO previste dal trattato bilaterale del 1954? L'Africa è fuori dalle finalità della NATO; le finalità della NATO giustificano la presenza militare USA in Italia: quindi trasformando SETAF in AFRICOM, le basi americane presenti in Italia hanno perso la legittimità sancita dal trattato bilaterale del 1954?

Poi il governo italiano si è lasciato convincere e ha accettato l'interpretazione “estensiva” del trattato.

Lo spiega lo stesso Spogli: «Il governo italiano ha risposto positivamente alla nostra richiesta di un annuncio congiunto su AFRICOM durante la sua prossima visita. Questo permetterà di evidenziare gli aspetti umanitari della nostra missione in Africa e tenere lontano il più possibile il tema dalla controversa espansione della base di Vicenza. E si potranno illustrare le sinergie col Coespu, eccellente centro di addestramento per “peacekeepers” [forze di pace …] africani che si trova proprio a Vicenza».

venerdì 5 aprile 2013

1.b Lo scenario in cui si inserisce Site Pluto - Chi sono oggi le vittime delle guerre?


1.b. Chi sono oggi le vittime delle guerre?
  • 9 su 10 sono civili
  • una su tre è un bambino
  • il rapporto fra morti civili e militari è in continuo aumento
  • i bersagli “militari” comprendono ambiente e infrastrutture civili
  • i danni alle popolazioni civili sono sempre maggiori
La guerra oggi non è espressione di aggressioni innate, ma di calcolo: il vantaggio economico, la difesa dei propri interessi (di chi?), il controllo di materie prime (petrolio, acqua, diamanti, coltan, uranio …) spesso camuffati da interventi umanitari o per la pace o da difesa della libertà e della democrazia.

Fonti:
- "Guerra e salute" di Pirous Fateh Moghadam, Medico di Sanità Pubblica, Osservatorio Epidemiologico, APSS Trento, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale [OISG]
presentazione in formato LibreOffice Impress [.odp] [22] e in formato MS Office PowerPoint [.ppt] [14]
 


 

martedì 2 aprile 2013

1. Lo scenario [internazionale, nazionale e vicentino] in cui si inserisce Site Pluto

Site Pluto è solo una delle troppe basi USA e centri logistici USA a Vicenza, la città più militarizzata d'Europa. Infatti, nel vicentino, dove sono già presenti:
  • la base della Gendarmeria Europea [ex caserma Chinotto] - COESPU  
  • l'ex base Hawk sui Colli Berici utilizzata da COESPU per addestramento e simulazione di gestione dell'ordine pubblico
sono presenti anche queste realtà militari USA:

  • Caserma Ederle – 612mila mq
  • Base Dal Molin, ribattezzata "Del Din" per confondere "le acque", a tutti gli effetti una nuova base e non un ampliamento della Ederle ... – 600mila mq
  • ASP 7 (Ammunition Supply Point), Fontega, comune di Arcugnano (Vicenza), base sotterranea – 1,100mila mq
  • Site Pluto, comune di Longare (Vicenza) – 200mila mq
  • Villaggio della pace – 289mila mq
  • Centro logistico USA Lerino – 35mila mq
  • Centro autoveicoli USA – 40mila mq  
 

Lo scenario internazionale 
1.a. Alcuni numeri


Le spese militari degli Stati Uniti d'America (USA):
  • 2001: 345,0 miliardi di dollari
  • 2006: 528,7 miliardi di dollari
  • 2011: 711,0 miliardi di dollari pari al 4,7% del loro PIL [1]
I Governi di tutto il mondo nel 2011 hanno speso circa 1.738 miliardi di dollari per acquistare armi [2] [3] [4]: 41% di questa cifra è rappresentato dai 711 miliardi di dollari spesi dagli USA

La vendita di “armi” da parte degli USA [armi di nuova tecnologia, aerei, navi, mezzi corazzati, sottomarini, ecc., - lo smercio delle armi leggere, che è pur intenso, è lasciato ai “piccoli” mercanti di armi]:
  • 2006: 7,9 miliardi di dollari
  • 2010: 21,4 miliardi di dollari [5]
  • 2011: 66,3 miliardi di dollari [5] pari al 78% del totale del mercato globale: 85,3 miliardi di dollari
Le “ingerenze umanitarie”, le “missioni di pace”, la “guerra al terrorismo” sono a favore della popolazione civile? Sono etiche? Chi ne trae vantaggio?
  • In Afghanistan e Iraq continuano a morire persone e la pace non sembra più vicina [6] [7] [8] [9]
  • Aumenta il numero di suicidi fra i militari americani [10] [11]
  • Aumenta il numero di morti uccisi dai droni, fra cui civili e bambini [12]; in seguito ad accordi NATO la base di Sigonella sarà la «capitale mondiale dei droni» [13]
  • Il numero di morti civili nei conflitti militari è aumentato in modo tragico:
  • 14% di morti civili sul totale dei morti nella Prima Guerra Mondiale [14]
  • 90% di morti civili sul totale a partire dagli anni '90 [14]
Una delle conseguenze immediate dell'11 settembre 2001 è stata l'inizio della guerra in Afghanistan. In proposito:
  • oltre 1700 fra architetti e ingegneri USA [15] e decine di migliaia di persone (compresi scienziati e ricercatori) [16] da anni chiedono commissioni di inchiesta indipendenti sui fatti dell'11 settembre, in particolare a partire dal crollo dell'edificio 7 del World Trade Center [WTC7], come spiega un video [17] disponibile in Internet in varie lingue [18]
  • il magistrato Ferdinando Imposimato, già presidente della commissione Antimafia, Presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione, sostiene che nei palazzi del World Trade Center erano collocati una serie di ordigni e che i servizi segreti degli USA non avvisarono l'FBI: in tal modo lasciarono che gli attentati avvenissero; pertanto sta preparando una denuncia al Tribunale internazionale penale dell’Aja [19] [20] [21]
Non è irragionevole ipotizzare che il sistema di potere militare-economico-finanziario abbia sempre bisogno di nuovi scenari di guerra per “sostenersi”. 

I prossimi scenari? Adesso che Israele e Turchia hanno fatto "pace" (bene), forse la Siria, in vista dell'Iran?? O la Korea ...

continua ...