dalla pagina http://www.forumcontrolaguerra.org/2018/03/25/comuni-e-regioni-per-il-bando-delle-armi-nucleari/
Mozioni, OdG, Delibere Regioni o Comuni per la messa al bando delle armi nucleari
Quella che segue è una prima lista incompleta:
Regioni
2012 Regione Marche (presentata Mozione pro Campagna per Trattato Proibizione Armi Nucleari)
2017 Puglia (Mozione su Rispetto TNP e stop Armi atomiche in Italia)
2017 Regione Piemonte (O.d.G. Consiglio Regionale per Trattato Proibizione Armi Nucleari)
Comuni
2015 Frosinone (Delibera Consiglio Comunale)
2015 Landiona (Delibera Consiglio Comunale)
2015 Napoli (Delibera “Denuclearizzazione Porto di Napoli)
2016 Borgo San Lorenzo (adozione Mozione – Consiglio Comunale Ragazzi)
2017 Augusta (presentata Mozione)
2017 Cecina (presentata Mozione)
2017 Malvagna (Delibera Consiglio Comunale)
2017 Padova (Delibera Consiglio Comunale)
2017 Rosignano Marittimo (Delibera Consiglio Comunale)
2017 Torino (Mozione Consiglio Comunale)
2018 Firenze (Risoluzione Consiglio Comunale)
2018 Azzate (Delibera Consiglio Comunale)
2018 Daverio (Delibera Consiglio Comunale)
2018 Varese (presentata Mozione)
2018 Faenza (O.d.G. Consiglio Comunale)
2018 Palazzolo Sull’Oglio
2018 Castellamare del Golfo (Delibera Giunta)
2018 Brescia (Delibera Consiglio Comunale)
2018 Gussago (Delibera Consiglio Comunale)
2018 Trenta comuni Bresciani aderenti a Majors for Peace già deliberato o impegno a farlo:
2018 Bovezzo (promessa adesione)
2018 Borgo San Giacomo (promessa adesione)
2018 Borgosatollo Aderiremo (promessa adesione)
Elio Pagani, 25.03.2018
| costruire la Pace con la nonviolenza e la giustizia sociale | convertire le basi militari USA in Italia ad uso civile | promuovere una difesa civile non armata e nonviolenta | far uscire l'Italia dalla NATO | spostare la sede ONU | sostenere AE911Truth.org |
domenica 25 marzo 2018
lunedì 19 marzo 2018
La propaganda dei mass media sulla Siria (e non solo)
dalle pagine
http://oraprosiria.blogspot.it/2018/03/lettera-aperta-delle-monache-siriane.html
http://www.paxchristi.it/?p=13856
http://oraprosiria.blogspot.it/2018/03/lettera-aperta-delle-monache-siriane.html
http://www.paxchristi.it/?p=13856
Lettera aperta delle Monache siriane: Chiamare le cose con il loro nome, è questo l’inizio della pace
Quando
taceranno le armi ? E quando tacerà tanto giornalismo di parte ?
Noi
che in Siria ci viviamo, siamo davvero stanchi, nauseati da questa
indignazione generale che si leva a bacchetta per condannare chi
difende la propria vita e la propria terra.
Più
volte in questi mesi siamo andati a Damasco; siamo andati dopo che le
bombe dei ribelli avevano fatto strage in una scuola, eravamo lì
anche pochi giorni fa, il giorno dopo che erano caduti, lanciati dal
Goutha, 90 missili sulla parte governativa della città. Abbiamo
ascoltato i racconti dei bambini , la paura di uscire di casa e
andare a scuola, il terrore di dover vedere ancora i loro compagni di
classe saltare per aria, o saltare loro stessi, bambini che non
riescono a dormire la notte, per la paura che un missile arrivi sul
loro tetto. Paura, lacrime, sangue, morte. Non sono anche questi
bambini degni della nostra attenzione?
Perché
l’opinione pubblica non ha battuto ciglio, perché nessuno si è
indignato, perché non sono stati lanciati appelli umanitari o altro
per questi innocenti? E perché solo e soltanto quando il Governo
siriano interviene, suscitando gratitudine nei cittadini siriani che
si sentono difesi da tanto orrore (come abbiamo constatato e ci
raccontano), ci si indigna per la ferocia della guerra?
Certo,
anche quando l’esercito siriano bombarda ci sono donne, bambini,
civili, feriti o morti. E anche per loro preghiamo. Non solo i
civili: preghiamo anche per i jihadisti, perché ogni uomo che
sceglie il male è un figlio perduto, è un mistero nascosto nel
cuore di Dio. Ed è a Dio che si deve lasciare il giudizio, Lui che
non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva.
Ma
questo non significa che non si debbano chiamare le cose con il loro
nome. E non si può confondere chi attacca con chi si difende.
A
Damasco, è dalla zona del Goutha che sono cominciati gli attacchi
verso i civili che abitano nella parte controllata dal governo, e non
viceversa. Lo stesso Goutha dove - occorre ricordarlo ? – i civili
che non appoggiavano i jihadisti sono stati messi in gabbie di ferro:
uomini, donne, esposti all’aperto e usati come scudi umani. Goutha:
il quartiere dove oggi i civili che vogliono scappare, e rifugiarsi
nella parte governativa, approfittando dalla tregua concessa, sono
presi di mira dai cecchini dei ribelli…
Perché
questa cecità dell’Occidente? Come è possibile che chi informa,
anche in ambito ecclesiale, sia così unilaterale?
La
guerra è brutta, oh sì, sì se è brutta! Non venitelo a raccontare
ai siriani, che da sette anni se la sono vista portare in casa… Ma
non si può scandalizzarsi per la brutalità della guerra e tacere su
chi la guerra l’ha voluta e la vuole ancora oggi, sui Governi che
hanno riversato in Siria in questi anni le loro armi sempre più
potenti, le loro intelligence... per non parlare dei mercenari
lasciati deliberatamente entrare in Siria facendoli passare dai Paesi
confinanti (tanti che poi sono diventati Isis, va ricordato
all’Occidente, che almeno questa sigla sa cosa significa). Tacere
sui Governi che da questa guerra hanno guadagnato e guadagnano. Basta
vedere che fine hanno fatto i più importanti pozzi petroliferi
siriani. Ma questo è solo un dettaglio, c’è molto più
importante in gioco.
La
guerra è brutta. Ma non siamo ancora arrivati alla meta, là dove il
lupo e l’agnello dimoreranno insieme, e per chi è credente bisogna ricordare che la Chiesa non condanna la legittima difesa; e
se anche non si augura certamente il ricorso alle armi e alla guerra,
la fede non condanna chi difende la propria patria, la propria
famiglia, neppure la propria vita. Si può scegliere la non-violenza,
fino a morirne. Ma è una scelta personale, che può mettere in gioco
solo la vita di chi lo sceglie, non si può certo chiederlo ad una
nazione intera, a un intero popolo.
Nessun
uomo che abbia un minimo di umanità vera, può augurarsi la guerra.
Ma oggi dire alla Siria, al governo siriano, di non difendere la sua
nazione è contro ogni giustizia : troppo spesso è solo un modo
per facilitare il compito di quanti vogliono depredare il
Paese, fare strage del suo popolo, come accaduto in questi
lunghi anni nei quali le tregue sono servite soprattutto per riarmare
i ribelli, e i corridoi umanitari per far entrare nuove armi e nuovi
mercenari.. e come non ricordare quali atrocità sono accadute in
questi anni nelle zone controllate dai jihadisti? violenze,
esecuzioni sommarie, stupri… i racconti rilasciati da chi alla fine
è riuscito a scappare ?
In
queste settimane ci hanno fatto leggere un articolo veramente
incredibile: tante parole per far passare in fondo una sola tesi, e
cioè che tutte le Chiese di Oriente sono solo serve del potere…per
convenienza… Qualche bella frase ad effetto, tipo la riverenza di
Vescovi e Cristiani verso il Satrapo Siriano…un modo per
delegittimare qualunque appello della Chiesa siriana che faccia
intravedere l’altro lato della medaglia, quella di cui non si
parla.
Aldilà
di ogni inutile difesa e polemica, facciamo un ragionamento semplice,
a partire da una considerazione. E cioè che Cristo - che conosce
bene il cuore dell’uomo, e cioè sa che il bene e il male coabitano
in ciascuno di noi, vuole che i suoi siano lievito nella pasta, cioè
quella presenza che a poco a poco, dall’interno, fa crescere una
situazione e la orienta verso la verità e il bene. La sostiene dove
è da sostenere, la cambia dove è da cambiare. Con coraggio, senza
doppiezze, ma dall’interno. Gesù non ha assecondato i figli del
tuono, che invocavano un fuoco di punizione .
Certo
che la corruzione c’è nella politica siriana (come in tutti i
Paesi del mondo) e c’è il peccato nella Chiesa (come in tutte le
Chiese, come tante volte il Papa ha lamentato)
Ma,
appellandoci al buon senso di tutti, anche non credenti : qual è
l’alternativa reale che l’Occidente invoca per la Siria? Lo Stato
islamico, la sharia? Questo in nome della libertà e la democrazia
del popolo siriano? Ma non fateci ridere, anzi, non fateci piangere…
Ma se pensate che in ogni
caso non sia mai lecito scendere a compromessi, allora per coerenza
vi ricordiamo, solo per fare un piccolo esempio, che non potreste
fare benzina 'senza compromessi coi poteri forti', dato che la
maggior parte delle compagnie ha comprato petrolio a basso costo
dall’Isis, attraverso il ponte della Turchia: così quando
percorrete qualche chilometro in auto, lo fate anche grazie alla
morte di qualcuno a cui questo petrolio è stato rubato, consumando
il gasolio che doveva scaldare la casa di qualche bambino in Siria..
Se
proprio volete portare la democrazia nel mondo, assicuratevi della
vostra libertà dalle satrapie dell’Occidente, e preoccupatevi
della vostra coerenza, prima di intervenire su quella degli altri..
Non
ultimo, non si può non dire che dovrebbe suscitare almeno qualche
sospetto il fatto che se un cristiano o un musulmano denuncia le
atrocità dei gruppi jihadisti è fatto passare sotto silenzio, non
trova che una rara eco mediatica, per rivoli marginali, mentre chi
critica il governo siriano guadagna le prime pagine dei grandi
media.. Qualcuno ricorda forse l’intervista o un intervento di un
Vescovo siriano su qualche giornale importante dell’Occidente? Si
può non essere d’accordo, evidentemente, ma una vera informazione
suppone differenti punti di vista.
Del
resto, chi parla di una interessata riverenza della Chiesa siriana
verso il presidente Assad come di una difesa degli interessi miopi
dei cristiani, dimostra di non conoscere la Siria, perché in questa
terra cristiani e musulmani vivono insieme. E’ stata solo questa
guerra a ferire in molte parti la convivenza, ma nelle zone messe in
sicurezza dall’esercito ( a differenza di quelle controllate dagli
'altri') si vive ancora insieme. Con profonde ferite da ricucire,
oggi purtroppo anche con molta fatica a perdonare, ma comunque
insieme. E il bene è il bene per tutti: ne sono testimonianza le
tante opere di carità, soccorso, sviluppo gestite da cristiani e
musulmani insieme.
Certo,
questo lo sa chi qui ci vive, pur in mezzo a tante contraddizioni,
non chi scrive da dietro una scrivania, con tanti stereotipi di
opposizione tra cristiani e musulmani.
“Liberaci
Signore dalla guerra…e liberaci dalla mala stampa…”.
Con
tutto il rispetto per i giornalisti che cercano davvero di
comprendere le situazioni, ed informarci veramente. Ma non saranno
certo loro ad aversene a male per quanto
scriviamo…
scriviamo…
Le
sorelle Trappiste in Siria
venerdì 16 marzo 2018
Per non dimenticare: "Ecco le prove!"
dalla pagina https://lists.peacelink.it/news/msg04157.html
Dal Discorso di Colin Powell all'ONU il 05/02/2003...
TRADUZIONE A CURA DI MASSIMILIANO PAZIENZA - FONTE: ASSOCIAZIONE PEACELINK
[...]
Veramente, i dati e la condotta Irachena mostrano che Saddam Hussein ed il
suo regime stanno concentrando i loro sforzi per produrre ulteriori armi
di distruzione di massa. [mai trovate; risultate inesistenti]
[...]
Abbiamo anche foto satellitari che indicano che
materiale proibito e' recentemente stato spostato da diverse postazioni di
armi di distruzione di massa. [balle]
[...]
![]() |
| Ecco le prove! |
Dal Discorso di Colin Powell all'ONU il 05/02/2003...
TRADUZIONE A CURA DI MASSIMILIANO PAZIENZA - FONTE: ASSOCIAZIONE PEACELINK
[...]
Veramente, i dati e la condotta Irachena mostrano che Saddam Hussein ed il
suo regime stanno concentrando i loro sforzi per produrre ulteriori armi
di distruzione di massa. [mai trovate; risultate inesistenti]
[...]
Abbiamo anche foto satellitari che indicano che
materiale proibito e' recentemente stato spostato da diverse postazioni di
armi di distruzione di massa. [balle]
[...]
lunedì 12 marzo 2018
Sempre più soldi per le armi nucleari
dalla pagina http://www.azionenonviolenta.it/sempre-piu-soldi-per-le-armi-nucleari-nuovo-rapporto-dont-bank-on-the-bomb/
Nuovo rapporto “Don’t bank on the bomb”
Nuovo rapporto “Don’t bank on the bomb”
Un massiccio aumento di 81 miliardi di dollari negli
investimenti nelle armi nucleari sta alimentando l’escalation nel loro
utilizzo
20 aziende e i loro investitori finanziari si preparano a raccogliere i frutti della nuova corsa agli armamenti.
La Campagna Premio Nobel per la pace ICAN (Campagna internazionale
per l’abolizione delle armi nucleari) e la Ong olandese PAX hanno pubblicato
oggi il Rapporto 2018 “Don’t bank on the bomb” (‘Non investire nella
bomba’) che ha registrato un massiccio aumento di 81 miliardi di dollari
in nuovi investimenti a favore della produzione di armi nucleari nel 2017, rispetto al 2016. Il Rapporta mostra come siano 20 le aziende che beneficiano maggiormente dell’aumento delle minacce nucleari e viene rilanciato in Italia dalla Rete Italiana per il Disarmo (membro di ICAN) insieme alla Fondazione Finanza Etica.
Il Rapporto 2018 “Don’t bank on the bomb” rileva che:
- Un totale di 525 miliardi di dollari (un aumento di 81 miliardi di dollari) è stato messo a disposizione delle aziende produttrici di armi nucleari; tra questi 110 miliardi di dollari provenivano da sole tre società: BlackRock, Vanguard e Capital Group
- 329 banche, compagnie di assicurazione, fondi pensione e gestori patrimoniali di 24 paesi investono in modo significativo in armi nucleari
- Le 20 maggiori compagnie produttrici di armi nucleari, la maggior parte delle quali ha a propria disposizione significative risorse di lobbying a Washington, trarranno beneficio dalla crescente minaccia nucleare
- Una nota positiva: dopo l’adozione del Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari, 30 società hanno cessato di investire in armi nucleari
- Due dei cinque maggiori fondi pensione al mondo stanno disinvestendo dalle armi nucleari
“Se vi state chiedendo chi benefici delle minacce di guerra
nucleare continuamente rilanciate da Donald Trump, in questo Rapporto
troverete la risposta“, ha detto la Direttrice esecutiva di ICAN Beatrice Fihn “Queste
sono le aziende che traggono profitto dall’omicidio di massa
indiscriminato di civili. Aumenta la nostra insicurezza mentre loro
guadagnano sul caos, investendo nella distruzione finale in stile
Armageddon”.
“Una nuova corsa agli armamenti nucleari ha avvicinato l’orologio del giorno del Giudizio – il cosiddetto Doomsday Clock – a un vero Armageddon, ma ha anche avviato
una nuova corsa all’oro nucleare per coloro che vogliono trarre
profitto da ipotesi di distruzione di massa”, conclude Beatrice Fihn.
Nel Rapporto si riscontra un massiccio aumento degli investimenti
nella distruzione di massa, ma vengono anche individuate 63 istituzioni
finanziarie con politiche che limitano o proibiscono gli investimenti in
qualsiasi tipo di produttore di armi nucleari. Per l’Italia sono
Banca Etica (inserita nella “Hall of Fame”) e Intesa-Sanpaolo con
Unicredit (inserite tra i “Runners-up” anche se solo con una “stella”
sulle quattro possibili e che rimangono comunque anche nell “Hall of
shame” per investimenti negli anni precedenti).
“I nostri soldi non sono neutri. Una volta depositati in banca o
affidati a un gestore finanziario possono alimentare economie con
impatti positivi o al contrario estremamente negativi. Il Rapporto
permette di informarsi su quali sono le banche coinvolte nel
finanziamento delle armi nucleari. È quindi uno strumento per formarsi e
riflettere sull’uso dei nostri soldi, e per agire di conseguenza” è il
commento di Andrea Baranes, presidente di Fondazione Finanza Etica.
Susi Snyder, della Ong PAX e co-autrice del Rapporto, ha
evidenziato i risultati positivi: “Il Trattato sulla proibizione delle
armi nucleari ha rilanciato il disinvestimento dalle armi nucleari,
evidenziato dal 10% in meno di investitori, ed un incremento nelle
istituzioni finanziarie che proibiscono qualsiasi forma di investimento.
L’impiego dei propri fondi non qualcosa di neutrale, e questi attori
finanziari devono quindi essere lodati per essersi posti dalla parte
dell’umanità”.
Anche la pressione sulle istituzioni finanziarie sarà uno degli
strumenti a disposizione delle mobilitazioni della società civile che
chiedono un mondo finalmente libero dalle armi nucleari. “La richiesta
principale per quanto riguarda le campagne italiane è quella che anche
il nostro Paese inizi il percorso di adesione e ratifica al Trattato”
sottolinea Francesco Vignarca coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo. “Per questo abbiamo lanciato
insieme a Senzatomica la mobilitazione ‘Italia, ripensaci’ che andremo a
sottoporre ai nuovi parlamentari appena eletti. Forti delle cartoline
di sostegno che stiamo raccogliendo in tutta Italia e degli ordini del
giorno votati da numerosi comuni in tutto il Paese. Anche i dati sul sostegno finanziario alle armi nucleari saranno in questo senso preziosi”.
venerdì 9 marzo 2018
18.03: Via Crucis Pordenone-Aviano Contro Armi Nucleari
dalla pagina http://www.forumcontrolaguerra.org/2018/03/06/via-crucis-pordenone-aviano-contro-armi-nucleari-18-marzo-2018/
22a VIA CRUCIS PORDENONE
BASE USAF DI AVIANO
DOMENICA 18 MARZO 2018
Beati i costruttori di pace di Pordenone e Padova • Centro di accoglienza “E. Balducci” Zugliano (UD) • Comunità “S. Martino al campo” Trieste • Emergency • Pax Christi Italia Comboniani Padova • ACLI Regionale FVG • Casa di accoglienza Oasi 2 Pordenone
Beati i costruttori di pace di Pordenone e Padova • Centro di accoglienza “E. Balducci” Zugliano (UD) • Comunità “S. Martino al campo” Trieste • Emergency • Pax Christi Italia Comboniani Padova • ACLI Regionale FVG • Casa di accoglienza Oasi 2 Pordenone
Le quattro riflessioni con i riferimenti al Vangelo:
la Costituzione Italiana (Luca 19, 41-44)
lo Ius soli (Luca 13, 1-5)
i diritti umani (Matteo 25)
le atomiche e gli armamenti (Luca 6, 27-36)
lo Ius soli (Luca 13, 1-5)
i diritti umani (Matteo 25)
le atomiche e gli armamenti (Luca 6, 27-36)
per info vai alla pagina http://www.forumcontrolaguerra.org/2018/03/06/via-crucis-pordenone-aviano-contro-armi-nucleari-18-marzo-2018/
sabato 24 febbraio 2018
Verso il 4 marzo: Pace e disarmo nei programmi dei partiti
dalla pagina http://www.azionenonviolenta.it/verso-4-marzo-pace-e-disarmo-nei-programmi-dei-partiti/
articolo di Massimiliano Pilati attivista del Movimento Nonviolento e Presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani.
Pace, disarmo, corpi civili di pace, politiche di pace, trasformazione nonviolenta del conflitto, educazione nonviolenta, sono solo alcune delle parole chiave che caratterizzano l’impegno quotidiano del Movimento Nonviolento. Va da se che ci piacerebbe che questo lessico facesse parte anche dei programmi e dell’operato dei partiti e dei candidati che si apprestano a sfidarsi nelle prossime elezioni del 4 marzo.
[...]
Articolo completo alla pagina http://www.azionenonviolenta.it/verso-4-marzo-pace-e-disarmo-nei-programmi-dei-partiti/
articolo di Massimiliano Pilati attivista del Movimento Nonviolento e Presidente del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani.
Pace, disarmo, corpi civili di pace, politiche di pace, trasformazione nonviolenta del conflitto, educazione nonviolenta, sono solo alcune delle parole chiave che caratterizzano l’impegno quotidiano del Movimento Nonviolento. Va da se che ci piacerebbe che questo lessico facesse parte anche dei programmi e dell’operato dei partiti e dei candidati che si apprestano a sfidarsi nelle prossime elezioni del 4 marzo.
Per questo ho deciso di ricercare queste parole nei programmi elettorali dei partiti.
Per
farlo ho pensato di ricercare quanto fosse presente nei programmi
ufficiali depositati presso il Ministero dell’Interno e reperibili nell’apposita sezione del sito del Ministero stesso. Trovando, in alcuni casi, programmi molto scarni ho ampliato la ricerca ai programmi presenti sui siti ufficiali dei partiti.
Vista la lunghezza della mia ricerca ho eliminato le formazioni
politiche o poco interessanti o senza alcuna menzione a quanto ho
ricercato.
In
particolare tre programmi tematici emergono per la completezza del loro
programma dal piattume politico e richiamano nei loro punti varie
battaglie del nostro Movimento:
-
Lista Insieme: nel programma si inizia dalla necessità di dare piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione, si pone l’esigenza di ratificare il trattato per la messa al bando delle armi nucleari dell’Onu e uscire dal programma per l’acquisto dei caccia militari F35, si propone l’istituzione del Ministero della Pace e/o di un dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta (come richiesto dalla campagna un’Altra difesa è possibile e dalla relativa proposta di legge di iniziativa popolare). Si chiede di ridurre le spese militari e per la difesa e con quelle risorse liberate si propone di mettere in sicurezza il nostro territorio. Con le risorse liberate dalle politiche di pace e disarmo si potrà anche fare investimenti sui comparti sociali e civili di spesa pubblica, a cominciare da messa in sicurezza del territorio, istruzione e cultura. Si propone di promuovere “politiche di Pace per la costruzione e la diffusione di una cultura della pace attraverso l’educazione e la ricerca, la promozione dei diritti umani, lo sviluppo e la solidarietà nazionale ed internazionale, il dialogo interculturale, l’integrazione” e adottare un Piano Nazionale per la Prevenzione della violenza e la promozione della pace sociale qualificando le politiche di istruzione rispetto all’educazione alla nonviolenza, alla trasformazione positiva dei conflitti. Altro punto importante lo “sviluppare e potenziare il servizio Civile universale” e “contenere le spese militari entro l’1% del Pil” e regolamentare strettamente l’export militare e riconvertire l’industria bellica in industria ad alta tecnologia civile”.
-
Liberi e uguali: la lista capitanata da Pietro Grasso ha un programma ben definito dall’eloquente titolo “Pace e disarmo” e propone di dare piena attuazione al “ripudio della guerra” della nostra costituzione partendo dalla consapevolezza (grazie ai dati del citato in programma, Osservatorio Mil€x) della spese pubblica militare italiana sempre in costante aumento. LeU parla della necessità di una politica estera di pace e del rafforzamento di politiche di cooperazione e solidarietà internazionale e di promozione dei diritti umani. Il programma cita la necessità di investire sui “corpi civili di pace, da sviluppare con l’istituzione di un Dipartimento della difesa civile, quale mezzo alternativo per promuovere iniziative multilaterali di risoluzione pacifica dei conflitti.”, la necessità di ridurre le spese militari e di porre la massima attenzione all’industria armiera italiana e ai suoi commerci, in particolare con i paesi in guerra come Arabia Saudita. Anche LeU parla dell’impegno per l’Italia a “sottoscrivere e promuovere il Trattato per la proibizione delle armi nucleari.”.
-
Potere al popolo: anche Potere al Popolo dedica a “Pace e disarmo” un capitolo del suo programma e pone l’accento sul rischio della corsa al riarmo richiesto ai paesi Nato: “Il nostro paese si è trovato e rischia di trovarsi sempre più coinvolto in guerre di aggressione a causa degli automatismi dell’adesione alla Nato e per la responsabilità piena e complice dei governi che si sono succeduti negli ultimi 30 anni”. Potere al Popolo denuncia la presenza di basi militari sul nostro territorio nazionale e di arsenali miliari nelle basi militari di Ghedi ed Aviano. Si evidenzia l’aumento di “impegni militari all’estero, sia nel quadro della Nato che del nascente esercito europeo: una spesa media di 800 milioni di euro l’anno per le “missioni” militari all’estero e per il riarmo, circa 500 milioni di euro all’anno per la diaria dei 50 mila soldati di stanza nelle basi militari Usa e Nato, 80 milioni di euro al giorno per le spese militari generali.”. Per questi motivi secondo Potere al popolo diventa condizione fondamentale la fuoriuscita dai trattati militari “per impedire il coinvolgimento del nostro paese nelle guerre imperialiste del XXI secolo, per una sostanziale riduzione delle spese militari, lo smantellamento delle armi nucleari e delle basi militari, per una politica di disarmo, neutralità e cooperazione internazionale.”. Potere al Popolo propone la ratifica da parte dell’Italia del “Trattato ONU di interdizione delle armi nucleari” del 7 luglio, il ritiro delle missioni militari all’estero, la cancellazione del programma F35, la riconversione civile dell’industria bellica e la cancellazione del MUOS in Sicilia, lo smantellamento delle basi militari in tutto il paese,la rimozione delle bombe nucleari presenti sul territorio e la restituzione a fini civili dell’uso del territorio, problema particolarmente grave in realtà come la Sardegna.
A seguire l’elenco completo:
[...]
Potere al popolo!: capo forza politica Viola Carofalo
nel programma depositato
leggiamo nel primo capitolo il richiamo al “ripudiare la guerra e dare
un taglio drastico alla spesa militare”. Nel secondo capitolo si parla
di un’Europa “che promuova pace e politiche condivise con i popoli della
sponda Sud del Mediterraneo”. Vi è anche il terzo capitolo intitolato
Pace e disarmo.
Riportiamo
qui stralci di quanto vi è scritto: “Il rischio che la “guerra a pezzi”
che affligge il pianeta diventi organica e trascini il mondo in un
devastante conflitto generale segna il nostro tempo. Non a caso riprende
la corsa al riarmo con un ruolo particolarmente aggressivo
dell’amministrazione Trump, che chiede a tutti i paesi della Nato di
portare le proprie spese militari al 2% del PIL. Il nostro paese si è
trovato e rischia di trovarsi sempre più coinvolto in guerre di
aggressione a causa degli automatismi dell’adesione alla Nato e per la
responsabilità piena e complice dei governi che si sono succeduti negli
ultimi 30 anni; per il medesimo vincolo di subalternità sul nostro
territorio proliferano basi militari vecchie e nuove (Sicilia, Campania,
Sardegna), si installano nuove bombe nucleari a Ghedi ed Aviano,
aumentano la produzione, le spese e gli impegni militari all’estero, sia
nel quadro della Nato che del nascente esercito europeo: una spesa
media di 800 milioni di euro l’anno per le “missioni” militari
all’estero e per il riarmo, circa 500 milioni di euro all’anno per la
diaria dei 50 mila soldati di stanza nelle basi militari Usa e Nato, 80
milioni di euro al giorno per le spese militari generali. […]
Per questo lottiamo per:
-
la rottura del vincolo di subalternità che ci lega alla NATO e la rescissione di tutti i trattati militari;
-
la ratifica da parte dell’Italia del “Trattato ONU di interdizione delle armi nucleari” del 7 luglio 2017, in coerenza con l’art. 11 della Costituzione;
-
il ritiro delle missioni militari all’estero;
-
la cancellazione del programma F35 e degli altri programmi militari e la riconversione civile dell’industria bellica;
-
la cancellazione del MUOS in Sicilia, lo smantellamento delle basi militari in tutto il paese,la rimozione delle bombe nucleari presenti sul territorio e la restituzione a fini civili dell’uso del territorio, problema particolarmente grave in realtà come la Sardegna.”
Italia Europa Insieme – capo forza politica Giulio Santagata
nel programma depositato
si legge nel capitolo “Insieme per gli Stati Uniti d’Europa” un
richiamo a “conflitti, guerre, instabilità in aree ai nostri immediati
confini richiedono una politica estera unitaria, autorevole, efficace,
una cooperazione dei servizi di intelligence e sicurezza strettissima e
in grado di prevenire, contrastare, sradicare il terrorismo.” e poi
“Occorre ratificare il trattato per la messa al bando delle armi
nucleari e applicazione decisione parlamento su riduzione spese F-35”.
A
quanto riportato nel programma depositato va aggiunto quanto presente
nel programma esteso sul sito della lista dove troviamo il punto
dedicato Insieme per la Pace e il disarmo.
Come per le altre formazioni, anche per questa, mi preme riportare stralci di quanto ho trovato: “Insieme
ritiene necessario dare piena attuazione agli articoli 11 e 52 della
Costituzione: ripudio della guerra e dovere di difesa della patria. Gli
armamenti nucleari non servono per contrastare il terrorismo o i
conflitti asimmetrici o gli attacchi informatici che destabilizzano oggi
la pace di molte nazioni. […] Nel
2017 è stato assegnato all’Ican, l’organizzazione per il bando alle
armi nucleari, il premio Nobel per la Pace 2017. L’organizzazione rileva
come lo spettro del conflitto nucleare sia ancora grande e come sia
arrivato il momento in cui le nazioni devono dichiarare la propria
inequivocabile opposizione alle armi nucleari. Le
risorse liberate dalle politiche di pace e disarmo saranno investite
sui comparti sociali e civili di spesa pubblica, a cominciare da messa
in sicurezza del territorio, istruzione e cultura.
Insieme
intende promuovere politiche di Pace per la costruzione e la diffusione
di una cultura della pace attraverso l’educazione e la ricerca, la
promozione dei diritti umani, lo sviluppo e la solidarietà nazionale ed
internazionale, il dialogo interculturale, l’integrazione. Insieme
intende adottare un Piano Nazionale per la Prevenzione della violenza e
la promozione della pace sociale.
Insieme
intende prevenire la violenza sociale e promuovere linguaggi e
comportamenti liberi dall’odio, qualificando le politiche di istruzione
rispetto all’educazione alla nonviolenza, alla trasformazione positiva
dei conflitti.
Insieme propone come prime misure urgenti:
-
Ratificare il Trattato per la messa al bando delle armi nucleari (approvato dall’Onu)
-
Istituire il Ministero per la Pace e/o il Dipartimento per la Difesa civile, non armata e nonviolenta
-
Sviluppare e potenziare il Servizio civile universale (nazionale ed estero) consentendo ogni anno a 100.000 giovani di partecipare a questa esperienza di cittadinanza attiva
-
Contenere le spese militari entro l’1% del Pil (oggi in Italia incidono per l’1,42%)
-
Congelare i nuovi contratti di acquisizione dei cacciabombardieri F-35 previsti nel 2018 e uscire dal programma di acquisto
-
Rispettare integralmente e strettamente le norme internazionali ed europee sulle limitazioni all’export bellico, a partire dalla legge 185/90, in particolare verso i paesi in conflitti armati
-
Regolamentare strettamente l’export militare e progressivamente riconvertire l’industria bellica in industria ad alta tecnologia civile.
Articolo completo alla pagina http://www.azionenonviolenta.it/verso-4-marzo-pace-e-disarmo-nei-programmi-dei-partiti/
venerdì 23 febbraio 2018
23/02: una data importante per ambiente e pace
dalla pagina http://www.azionenonviolenta.it/23-febbraio-2018-data-importante-ambiente-pace/
23 febbraio. Giornata contro gli sprechi energetici. La campagna “M’illumino di meno” per la sensibilizzazione sui temi degli stili di vita sostenibili, ha diffuso il “decalogo” per salvare la Terra, cominciando da noi stessi.
Simbolicamente, per la riduzione dei consumi, verrà spenta l’illuminazione anche dell’Arena.
23 febbraio. Il Papa ha indetto una Giornata internazionale di digiuno e preghiera, richiamando l’attenzione sui drammi umanitari che si stanno consumando nella Repubblica democratica del Congo e in Sud Sudan: “Ognuno può dire concretamente ‘no’ alla violenza per quanto dipende da lui o da lei . Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti”.
Il 23 febbraio, dunque, è una Giornata importante per l’impegno a favore dell’ambiente e della pace. Due temi fondamentali, esclusi però dalla campagna elettorale in corso. Ambiente e pace non possono votare. Facciomolo noi per loro, quando il 4 marzo saremo nella cabina elettorale.
Mao Valpiana
23 febbraio. Giornata contro gli sprechi energetici. La campagna “M’illumino di meno” per la sensibilizzazione sui temi degli stili di vita sostenibili, ha diffuso il “decalogo” per salvare la Terra, cominciando da noi stessi.
Simbolicamente, per la riduzione dei consumi, verrà spenta l’illuminazione anche dell’Arena.
23 febbraio. Il Papa ha indetto una Giornata internazionale di digiuno e preghiera, richiamando l’attenzione sui drammi umanitari che si stanno consumando nella Repubblica democratica del Congo e in Sud Sudan: “Ognuno può dire concretamente ‘no’ alla violenza per quanto dipende da lui o da lei . Perché le vittorie ottenute con la violenza sono false vittorie; mentre lavorare per la pace fa bene a tutti”.
Il 23 febbraio, dunque, è una Giornata importante per l’impegno a favore dell’ambiente e della pace. Due temi fondamentali, esclusi però dalla campagna elettorale in corso. Ambiente e pace non possono votare. Facciomolo noi per loro, quando il 4 marzo saremo nella cabina elettorale.
Mao Valpiana
Iscriviti a:
Post (Atom)




