giovedì 15 novembre 2012

... quando le guerre partono da casa tua

venerdì 16 novembre ore 20.30 
incontro pubblico

Site Pluto:

le guerre cambiano
le vittime no

quando le guerre partono da casa tua

Emergency Gruppo di Vicenza
Villa Lattes, via Tahon di Revel 44, Vicenza

mercoledì 14 novembre 2012

Nel 2001 la Cia avvisò Bush: "Al Qaeda sta per colpirci"

 

maurizio molinari
CORRISPONDENTE DA NEW YORK

Nei mesi prima dell’11 settembre 2001 in 7 occasioni la Cia avvertì la Casa Bianca sul rischio di un attacco di Al Qaeda ma l’amministrazione Bush sottovalutò gli allarmi. A svelarlo è il «New York Times» con un’inchiesta di Kurt Eichenwald, autore del libro «500 Days: Secrets and Lies in the Terror Wars» (500 giorni, segreti e bugie nelle guerre al terrore), che ricostruisce quanto successo dal 1 maggio 2001. Nel quotidiano briefing di intelligence al presidente Bush la Cia affermò che «un gruppo al momento negli Usa» stava preparando un’operazione terroristica e il 22 giugno aggiunse che «attacchi di Al Qaeda potrebbero essere imminenti» pur precisando che la finestra di tempo era flessibile. Il Pentagono, all’epoca guidato da Rumsfeld, invitò Bush a «non farsi ingannare dalla Cia»...

domenica 11 novembre 2012

Le 4 sorelle: AFRICOM, Ussocom, CoESPU, Site Pluto (Longare Comm Site)

articolo di Angelo Azzalini 
da http://www.nodalmolin.it/spip.php?article1676


Nell’ “Accordo tecnico… sulle installazioni/infrastrutture in uso alle forze armate statunitensi a Vicenza” del 16 aprile 2008 i 26 ettari di Site Pluto circondati da 2700 metri di recinzione sono definiti “Current (combined) operation and intelligence center (COIC)”. Quindi un’installazione militare di spionaggio (intelligence), comando (Longare Comm Site), controllo e supporto delle unità di AFRICOM per le operazioni in tempo di pace (comprese le attività di addestramento e quindi di uso di armi in poligoni di tiro).

La struttura militare è sotto il formale comando di un italiano che comunque, se vuole accedere a 62 stanze di tre edifici ed ad un numero imprecisato di locali di altri 5 edifici, deve dare un preavviso di almeno 24 ore (restricted areas). L’utilizzo del complesso militare è “ad uso esclusivo U.S.”.
L’infrastruttura militare è finanziata dagli USA e dalla Nato. Site Pluto (Longare Comm Site), però, ha un significato preciso solo se lo si legge come un tassello del “sistema integrato di basi militari statunitensi” di Vicenza e più in generale della strategia statunitense verso il nuovo Eldorado di risorse a basso prezzo costituito dal continente africano.
Nel condurre l’analisi è però indispensabile fare un passo indietro di qualche anno, quando Francesco Cossiga, nel pieno della bufera Dal Molin, parlando al Senato il 28 febbraio 2007, definì la 173^ Brigata USA “…strumento del piano di dissuasione anche nucleare denominato ’Punta di Diamante’ “ .
In seguito queste parole allusive apparvero più chiare legandosi ad un contesto generale che possiamo riassumere nei seguenti punti:
- le forze armate statunitensi hanno subito una consistente riduzione del loro budget pur attestandosi alla mostruosa cifra di 836 miliardi di dollari annui e ad un numero di soldati complessivo di 1,4 milioni;
- i costi in numero di vite umane e in compensazioni per i mutilati fisici e psichici tra le file delle truppe sono aumentati in misura esponenziale fornendo nel contempo all’opinione pubblica un’inaccettabile immagine opaca delle forze armate;
- si impose quindi una scelta che si può sintetizzare così: meno uomini, più tecnologia, gruppi di soldati relativamente piccoli, accuratamente addestrati e con nuove armi (tra cui i droni, aerei senza pilota di stanza a Sigonella). In questo contesto, con la riunificazione al Dal Molin, la 173^ assume un ruolo di primo piano;
- la NATO la cui “ragione sociale” era quella di contrastare il Patto di Varsavia (mai specificando che quest’ultimo fu costituito sei anni dopo la NATO) dal 1992 cambiò pelle con le operazioni di embargo e poi di guerra nel territorio jugoslavo, violando così l’articolo 5 del suo statuto. Questo articolo fu stravolto nel 1999, dopo che in 78 giorni furono sganciate, partendo da basi quasi tutte italiane, 23 mila bombe in 38 mila missioni di 1100 aerei. Ora i paesi membri Nato sono autorizzati a “condurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall’articolo 5, al di fuori del territorio dell’Alleanza”;
- SETAF ha anch’essa subito una metamorfosi divenendo AFRICOM (Comando Africa); solo quest’anno ha compiuto 14 azioni principali in Africa (definite “esercitazioni militari”). Queste attività sono presentate come operazioni per “contrastare e sconfiggere le organizzazioni estremistiche violente”;
- La “guerra globale al terrorismo” trova uno dei suoi bracci di azione principali nel “Comando per le operazioni speciali (Ussocom)”. Le operazioni sono pianificate e decise dalla CIA e da altre 16 organizzazioni federali operando in 75 paesi (impiegando un totale di circa 54 mila uomini). Una direttiva del 2009 autorizza “una forte espansione delle attività militari clandestine con l’invio di commandos per le operazioni speciali in paesi sia amici sia ostili del Medio Oriente, dell’Asia e del Corno d’Africa”. Si formano così “piccole unità di élite” che hanno il compito di “…guerra non convenzionale condotta da forze esterne addestrate e organizzate da Ussocom, controinssurezione per aiutare governi alleati a reprimere una ribellione, operazioni psicologiche per influenzare l’opinione pubblica straniera così che appoggi le azioni militari USA” oltretutto, data la loro segretezza, senza passare attraverso il vaglio democratico del Congresso e dell’opinione pubblica;
- Le “operazioni non convenzionali” che si esplicitano tra l’altro nel “dare la caccia ai leader degli insorti, catturarli o ucciderli” trova uno dei suoi punti principali di forza nell’ “addestrare le truppe locali”.
In conclusione, “sistema integrato di basi militari statunitensi” di Vicenza trova in Site Pluto un punto fondamentale come:
- centro di intelligence per operazioni speciali
- probabile deposito di armi di natura particolare (forse l’edificio numero 9 classificato come restricted area e definito edificio materiali classificati?). Il sito della Fontega-Tormeno è, invece, un deposito di armi convenzionali (Ammunition Supply Point 7 - ASP7), mantenendo così la sua funzione passata (Basic Load Storage Area – BLSA), anche se apparirebbe illogico fosse stato reciso il cordone ombelicale (quale sito di “fuga ed autodistruzione”) che fisicamente lo legava con il “vecchio” Site Pluto, quando esso era deposito di armi nucleari centro di addestramento di truppe destinate alle operazioni di natura speciale. A tal proposito non può non essere rimarcato il ruolo del centro CoESPU (Centro di eccellenza per le Stability Police Units) dell’Arma dei Carabinieri che ha la sua sede nella caserma Chinotto di Vicenza e suo campo di addestramento nell’ex sito Hawk di San Rocco-Santa Tecla proprio sopra Site Pluto. Il CoESPU ha come compito istituzionale quello di addestrare ufficiali provenienti da paesi del terzo mondo “al controllo della folla… agli arresti ad alto rischio… alla protezione di obiettivi sensibili… alla sicurezza dei VIP” come recitava la pagina introduttiva del sito ufficiale fino al 2008, quando queste crude espressioni furono mutate in un più presentabile: “…un’iniziativa italiana, sostenuta dai Paesi del G8 durante il summit tenutosi a Sea Island (USA) e (che) fa parte di un più ampio progetto della Comunità Internazionale che mira ad organizzare specifici programmi di assistenza tecnica e finanziaria volti ad incrementare le capacità globali nelle operazioni di sostegno della pace, con particolare attenzione ai paesi africani “.
A solo titolo d’esempio, durante le scorse settimane sono stati addestrati nelle strutture del CoESPU (Caserma Chinotto e campo di addestramento di San Rocco-Santa Tecla) elementi libici, proprio in concomitanza con il piano del Pentagono e del Dipartimento di Stato USA che stanzia, per il momento, 6 milioni di dollari per creare una élite di 500 militari libici per operazioni in patria e nel Medio Oriente.

giovedì 1 novembre 2012

l'Italia ripudia la guerra anche il 4 novembre


Ricordare le vittime delle guerre, costruire la pace e la sicurezza attraverso il Disarmo.

Il 4 novembre non è un giorno di festa: è un giorno di lutto per le vittime delle guerre e d'impegno per il disarmo. Non festa ma lutto, perché si ricorda la fine di una "inutile strage", come Benedetto XV definì la prima guerra mondiale, e non si può non ricordare che tutte le guerre sono "inutili stragi" e tutti gli eserciti ne sono gli strumenti.
 
Non festa ma impegno, perché per ricordare davvero – e non retoricamente e ipocritamente – le vittime delle guerre l'unico modo è "ripudiare la guerra" e costruire la pace, attraverso la via realistica del disarmo.

leggi il resto al sito nonviolenti.org

giovedì 25 ottobre 2012

24-30 Ottobre, Settimana internazionale per il Disarmo

Se vuoi la pace prepara la pace


Tutti gli anni le Nazioni Unite celebrano dal 24 al 30 ottobre la "Settimana per il disarmo". La giornata di avvio della Settimana non è casuale ma è il giorno in cui cade l'anniversario della fondazione delle stesse Nazioni Unite, il 24 ottobre 1945. La "Settimana per il disarmo" è stata istituita dal'Assemblea Generale nel 1978, con un documento (Risoluzione S-10/2) nel quale si richiama l'attenzione di tutti gli Stati sull'estrema pericolosità della corsa agli armamenti e si incoraggiano a compiere gli sforzi per porvi fine e a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'urgenza del disarmo. 10 Tesi per il Disarmo (e un'appendice importante). 

 10 Tesi per il Disarmo
(e un'appendice importante)
A ciascuno di fare qualcosa, dovunque c'è qualcosa da fare
 
leggi 

giovedì 11 ottobre 2012

Siria - Turchia

Siamo sicuri su "chi" abbia sparato colpi di mortaio sulla Turchia? 
La Turchia fa parte della NATO ... Che interesse ha Assad in questo momento a bombardare la Turchia??

Secondo alcuni analisti [leggi], gli USA vogliono lo scontro Turchia - Siria in modo da umiliare l'Iran sconfiggendo il suo alleato Assad, per poi arrivare a distruggere l'Iran ... 

"Complottismo", "fantapolitica"?? Magari!

Come è iniziata la guerra in Afghanistan? 
Il casus belli è "offerto" l'11 settembre 2011 ... 
... ma da anni ci sono molti elementi che concorrono a rafforzare un sospetto ora purtroppo certezza: "inside job", i vertici del governo USA sapevano ...
- oltre 1700 fra architetti e ingegneri e altre migliaia di scienziati della AE911 Truth (fonte) chiedono commissioni di inchiesta indipendenti, come spiega questo video di 10 minuti (fonte) o il video completo che verrà mostrato sulla rete televisiva americana CPT - PBS (fonte) 

- Il magistrato Ferdinando Imposimato, già presidente della commissione Antimafia, Presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione, sostiene che nei palazzi del World Trade Center erano collocati una serie di ordigni e che l'intelligence americana non avvisò l'Fbi: “In tal modo lasciarono che gli attentati avvenissero eseguiti l’11 settembre 2001”; pertanto sta preparando una denuncia al Tribunale internazionale penale dell’Aja (1, 2, 3).

Come è iniziata la guerra in Iraq? 
... il pretesto era cercare le armi di distruzione di massa che non esistevano ... 
perlomeno in Iraq. Per contro:
- negli USA la Ricerca e Sviluppo su nuovi armamenti e tecnologie militari riceve sempre più fondi negli USA al punto da coinvolgere il 30% dei ricercatori ... Secondo dati della National Science Foundation, il 52,7% del fatturato che lo Stato destina allo sviluppo scientifico è indirizzato al solo settore militare." (dati del 2007) [fonte]

- le spese militari degli Stati Uniti d'America sono passate da 345,0 miliardi di dollari nel 2001 a 711,0 miliardi di dollari nel 2011 pari al 4,7% del loro PIL [fonte]
- nel 2006 gli USA hanno venduto "armi" per 7,9 miliardi di dollari; nel 2011 gli USA hanno venduto "armi" per 66,3 miliardi di dollari [fonte] pari a quasi il 78% del totale di un mercato valutato globalmente 85,3 miliardi di dollari nel 2011.

Come è iniziata la prima guerra del Golfo?
... nel 1990 è Pres. G.H. Bush: 
- il casus belli: è offerto massacro di bambini a Kuwait City da parte di truppe di Saddam: una infermiera kuwaitiana in lacrime racconta quelle atrocità davanti al Congresso USA; il governo USA avverte l'Arabia Saudita che mezzi corazzati di Saddam sono lungo il confine...
- Alcuni anni dopo alcuni giornalisti canadesi e USA scoprono che era stata una invenzione: la ragazza, figlia dell'ambasciatore del Kuwait, era stata preparata e aveva recitato; le foto satellitari di quel periodo non mostrano alcun mezzo corazzato nè truppe lungo il confine con l'Arabia Saudita ...

e ci sono casi precedenti: vedi "link"

martedì 25 settembre 2012

da http://www.megachip.info/finestre/zero-11-settembre/8851-imposimato-a-11-anni-da-quell11-settembre-era-strategia-della-tensione.html

di Ferdinando Imposimato -Journal of 9/11 Studies

Gli attentati dell'11/9 sono stati un'operazione globale di terrorismo di Stato consentita dall'amministrazione degli USA, che sapeva già dell’azione ma è rimasta intenzionalmente non reattiva al fine di fare la guerra contro l'Afghanistan e l'Iraq. Per dirla in breve, gli eventi dell'11/9 erano un caso di Strategia della Tensione messa in atto dai poteri politici ed economici negli Stati Uniti per perseguire vantaggi in capo all'industria petrolifera e delle armi.
Anche l'Italia è stata una vittima della "Strategia della Tensione" della CIA, attuata in Italia dai tempi della strage di Portella della Ginestra, in Sicilia, nel 1947, fino al 1993.
Ci sono molte prove di una tale strategia, sia circostanziali che scientifiche. Le relazioni del National Institute of Standards and Technology (NIST), del 20 novembre 2005, hanno sancito le conclusioni di seguito esposte.
Gli aerei che hanno colpito ciascuna delle torri gemelle hanno causato tanto una breccia quanto un'esplosione evidenziata da una gigantesca palla di fuoco. Il carburante rimanente fluiva verso i piani inferiori, alimentando gli incendi. Il calore degli incendi deformava le strutture degli edifici così che entrambe le torri sono crollate completamente da cima a fondo. Molto poco è rimasto di quanto era di qualsiasi dimensione dopo questi eventi, a parte i frammenti in acciaio e in alluminio e i detriti polverizzati provenienti dai pavimenti in cemento. Anche l’edificio 7 del World Trade Center crollò: lo fece in un modo che risultava in contrasto con l'esperienza comune degli ingegneri.
Il rapporto finale del NIST ha affermato che gli attacchi aerei contro le torri gemelle erano la causa dei crolli per tutti e tre gli edifici: WTC1, WTC2 e WTC7.
Tutti e tre gli edifici sono crollati completamente, ma l'edificio 7 non fu colpito da un aereo. Il crollo totale del WTC7 ha violato l'esperienza comune ed era senza precedenti.
Il rapporto del NIST non analizza la reale natura dei crolli. Secondo gli esperti intervenuti nel corso delle Udienze di Toronto (“Toronto Hearings”, 8-11 settembre 2011), i crolli avevano caratteristiche che indicano esplosioni controllate. Sono d'accordo con l’architetto Richard Gage e l’ingegnere Jon Cole, entrambi professionisti di grande esperienza, che sono arrivati alle loro conclusioni attraverso test affidabili, prove scientifiche, e la testimonianza visiva di persone insospettabili, tra cui i vigili del fuoco e le vittime.
L'autorevole teologo David Ray Griffin ha descritto con grande precisione perché l'ipotesi di demolizione controllata dovrebbe essere presa in considerazione. Vari testimoni hanno sentito raffiche di esplosioni.
Secondo il NIST il crollo dell'edificio 7 è stato causato da incendi provocati dal crollo delle torri gemelle. Il chimico e ricercatore indipendente Kevin Ryan, tuttavia, ha dimostrato che il NIST ha dato versioni contraddittorie del crollo dell'edificio 7. In un rapporto preliminare del NIST dichiarava che il WTC7 fu distrutto a causa di incendi provocati da gasolio conservato nel palazzo, mentre in una seconda relazione questo combustibile non era più considerato come la causa del crollo dell'edificio. Ulteriori commenti sulla versione degli eventi data dal NIST sono stati formulati da David Chandler, un altro testimone esperto intervenuto nel corso delle Udienze di Toronto. Nonostante la presunzione del NIST in merito a tre distinte fasi di crollo, Chandler ha sottolineato che molti video disponibili dimostrano che per circa due secondi e mezzo l'accelerazione dell’edificio non può essere distinta da una caduta libera. Il NIST è stato costretto a concordare con con questo fatto empirico come sottolineato da Chandler, e ora comprensibile per chiunque.
Peter Dale Scott, un altro testimone alle Udienze di Toronto, ha dimostrato l'esistenza di un modello d’azione sistematico della CIA volto a bloccare importanti informazioni nei confronti dell'FBI, anche quando l'FBI avrebbe normalmente diritto di ottenerle. Inoltre, ci sono ulteriori elementi di prova contro George Tenet e Tom Wilshire. Secondo l'ex capo dell’antiterrorismo della Casa Bianca, Richard Clarke (intervista rilasciata alla televisione francese e tedesca come parte di un documentario di Fabrizio Calvi e Christopf Klotz ,31 agosto 2011, nonché l'intervista con Calvi e Leo Sisti, "Il Fatto Quotidiano ", 30 agosto 2011) la CIA era a conoscenza dell’imminente attacco dell’11/9.
Inoltre, dal 1999 la CIA aveva indagato Khalid al-Mihdhar e Nawaf al-Hamzi, entrambi sauditi, che sono stati associati con l'aereo della American Airlines che ha colpito il Pentagono. La CIA era stata informata che Khalid al-Mihdhar e Nawaf al-Hamzi erano arrivati negli Stati Uniti all'inizio del 2000. È legittimo dedurre che Tenet, capo della CIA, e Wilshire, secondo Peter Dale Scott una "figura chiave" nella Alec Station, bloccarono gli sforzi di due agenti dell'FBI, Doug Miller e Mark Rossini, intesi a notificare al centro FBI che uno dei partecipanti alla riunione di Kuala Lumpur, al-Mihdhar, aveva ottenuto un visto USA attraverso il consolato degli Stati Uniti a Jeddah. Il professor Scott, basandosi sulla ricerca di Kevin Fenton, cita 35 occasioni in cui i dirottatori sono stati protetti in questo modo, a partire dal gennaio del 2000 al 5 settembre 2001. Con riferimento al precedente di questi incidenti, il motivo di questa protezione era evidentemente, secondo Fenton, «per coprire un'operazione della CIA che era già in corso.»
Ulteriore prova indiziaria contro Tenet e Wilshire è la seguente. Il 12 luglio 2001 Osama bin Laden si trovava nell’ospedale americano di Dubai. Fu visitato da un agente della CIA. Questa informazione è stata data a Le Figaro, che ha anche riferito che bin Laden era stato operato in questo ospedale, essendo arrivato da Quetta (Pakistan). Questa informazione è stata confermata da Radio France International, che ha rivelato il nome dell'agente che ha incontrato bin Laden: Larry Mitchell. Tenet e Wilshire, consapevoli della presenza di bin Laden negli Emirati Arabi Uniti, non sono riusciti a farlo arrestare né estradare, anche se i documenti dell'FBI e della CIA lo ritenevano responsabile di massacri in Kenya e Tanzania.
L'insider trading è una forte ulteriore prova contro la CIA, l’FBI e il governo degli Stati Uniti.
Gli articoli del professor Paul Zarembka, così come da Kevin Ryan e altri, dimostrano che tali casi di insider trading hanno avuto luogo nei giorni immediatamente precedenti rispetto agli attentati. Eppure questi casi di insider trading sono stati negati dall'FBI e dalla Commissione d’inchiesta sull’11/9.
Ulteriore prova contro la CIA e l'amministrazione degli Stati Uniti è la seguente. Mohammed Atta, almeno a partire dal maggio 2000, era sotto sorveglianza della CIA in Germania, secondo la Commissione sull’11/9, sia perché era accusato sin dal 1986 di attentati contro Israele, sia perché era stato sorpreso mentre acquistava grandi quantità di prodotti chimici per l'uso in esplosivi a Francoforte (The Observer, 30 settembre 2001). È stato indagato dal servizio segreto egiziano e il suo telefono cellulare era sotto controllo. Nel novembre del 1999 Mohammed Atta lasciò Amburgo, andò a Karachi, in Pakistan, e poi a Kandahar. Qui ha incontrato bin Laden e lo sceicco Omar Saeed (secondo la rivista specializzata in questioni di sicurezza interna GlobalSecurity.org, alla voce "Movements of Mohammed Atta"). Dopo giugno 2000 gli USA hanno continuato a monitorare Atta, intercettando le sue conversazioni con Khalid Sheikh Mohammed, considerato il regista del 9/11, che ha vissuto in Pakistan.
Una forte prova del fatto che la CIA era a conoscenza dei movimenti irregolari di Atta dagli Stati Uniti verso l'Europa e all’interno degli Stati Uniti è il documento declassificato della CIA inviato dall'Agenzia a G.W Bush (President’s Daily Brief – Ndt: “relazione breve giornaliera per il presidente”). Questo documento, del 6 agosto 2001, dice: «Bin Laden determinato a colpire in USA.» E continua: "relazioni di provenienza clandestina, di governi stranieri, e dei media indicano che bin Laden sin dal 1997 ha voluto condurre attacchi terroristici negli Stati Uniti. Bin Laden ha inteso in interviste a televisioni statunitensi nel 1997 e nel 1998 che i suoi seguaci avrebbero seguito l'esempio dell’attentatore del World Trade Center Ramzi Yousef, e avrebbero “portato i combattimenti in America”.»
Dopo gli attacchi missilistici degli Stati Uniti sulla sua base in Afghanistan nel 1998, bin Laden disse ai seguaci che voleva infliggere una rappresaglia a danno di Washington, secondo un servizio di intelligence straniero. Un membro operativo egiziano della Jihad islamica ha rivelato a un agente di un servizio segreto straniero, nel frattempo, che bin Laden aveva intenzione di sfruttare l'accesso operativo agli Stati Uniti per organizzare un attacco terroristico ...
Una fonte clandestina ha affermato nel 1998, che una cellula di bin Laden a New York stava reclutando giovani musulmani americani per gli attentati.
Questo documento dimostra che la CIA, l’FBI, così come il presidente Bush, conoscevano già dal 6 agosto 2001 chi aveva un accesso operativo: Atta. Nessuno ha goduto di un tale accesso negli Stati Uniti quanto Atta. Ma la CIA, l’FBI e Bush non hanno fatto nulla per fermarlo.
In Italia ho raccolto prove che la guerra in Iraq è stata decisa dal governo degli Stati Uniti prima degli attacchi dell'11/9 con l'aiuto dei servizi segreti italiani. Secondo Michel Chossudovsky, gli attacchi dell'11/9 sono stati usati come pretesto per la guerra, avendo avuto come sfondo i molti anni in cui si è avuta la creazione e il sostegno da parte della CIA della rete terroristica ora conosciuta come al-Qa’ida. Oggi c'è il pericolo di una nuova "guerra preventiva" contro l'Iran da parte degli Stati Uniti. Questo potrebbe essere terribile per la gente di tutto il mondo e potrebbe anche distruggere una gran parte dell'umanità.
L'unica possibilità per avere giustizia è quello di presentare le migliori prove relative al coinvolgimento di singoli individui nei fatti dell’11/9 al Procuratore della Corte penale internazionale chiedendogli di indagare in base agli articoli 12, 13, 15 e 17, lettere a e b, dello Statuto della Corte penale internazionale, ricordando anche il preambolo della Statuto:

  • Riconoscere che tali gravi reati minacciano la pace, la sicurezza e il benessere del mondo,
  • Affermare che i reati più gravi che sono motivo di allarme per la comunità internazionale nel suo insieme non debbano rimanere impuniti e che la loro repressione debba essere efficacemente garantita mediante provvedimenti adottati a livello nazionale ed attraverso il rafforzamento della cooperazione internazionale,
  • Essere determinati a porre fine all'impunità degli autori di tali crimini e quindi di contribuire al perseguimento di tali reati,
  • Ricordare il dovere di ogni Stato di esercitare la propria giurisdizione nei confronti dei responsabili di reati internazionali ...

Ferdinando Imposimato, settembre 2012.

Il testo in inglese è stato trascritto anche QUI.

Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.

ferdinando imposimato megachFerdinando Imposimato è presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione ed ex senatore e deputato. A lungo ha fatto parte della Commissione bicamerale Antimafia.
Da magistrato ha istruito alcuni tra i più importanti processi sul terrorismo (il caso Aldo Moro, l'attentato al papa Giovanni Paolo II, il caso Bachelet). Ha scoperto la “pista bulgara” e altre connessioni terroristiche internazionali. Innumerevoli i processi contro mafia e camorra. Tra gli altri, ha istruito il caso Michele Sindona e il processo alla Banda della Magliana.
È autore o co-autore di sette libri sul terrorismo internazionale, la corruzione statale, e di questioni connesse, nonché Grand'Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana.


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